Il ministero: «Quei kit sono pericolosi»

D’Amario avverte Tedeschi, Di Natale e Scoccia: si rischia il procurato allarme. Ma i sindaci vanno avanti e sfidano la Regione
CERCHIO. I test rapidi verranno eseguiti a tutti i cittadini che ne faranno richiesta. Vanno avanti i sindaci di Aielli, Cerchio e Prezza che nei giorni scorsi hanno acquistato 3.400 kit monoclonali-anticorpali in grado di evidenziare l’eventuale presenza nel sangue del paziente degli anticorpi specifici del Covid-19, prodotti dall’organismo in presenza del virus. All’annuncio dell’iniziativa dei sindaci, era seguito un “avvertimento” da parte dell’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, la quale aveva voluto precisare che «l’unico test valido è quello molecolare, ovvero fatto sui tamponi». E ora anche Claudio D’Amario, della Direzione generale area prevenzione sanitaria del ministero della Salute, ha spiegato che «i kit sierologici non sono validati né a livello nazionale né a livello mondiale e non danno nessun tipo di certezza. Anzi, creerebbero falsi negativi ancora più pericolosi delle strategie del contatto. Il falso positivo del test sierologico potrebbe creare perfino procurato allarme, con conseguenze di tipo penale stante la obbligatorietà della denuncia per le malattie infettive. Ci sono studi di confronto in Lombardia secondo i quali il 50% dei pazienti positivi al tampone nasale sono risultati negativi al test sierologico». D’Amario ha confermato che sono in corso verifiche su test, farmaci e sperimentazioni a livello nazionale dalle agenzie autorizzate, mentre si è in «attesa di un pre esame dell’Oms su 200 kit rapidi ma tutti da tampone nasale, da faringe e da saliva».
Il sindaco di Cerchio, Gianfranco Tedeschi, e i colleghi di Aielli, Enzo Di Natale, e Prezza, Marianna Scoccia, hanno però ribadito la bontà della loro iniziativa annunciando di volerla portare avanti per tutelare i loro concittadini. «Sto facendo il mio dovere di sindaco», ha commentato Tedeschi che ha acquistato mille e 700 rapid test, «per evitare di passare come imprudente o sprovveduto. È innegabile che il test è in grado di rilevare, in un quarto d’ora o poco più, la presenza degli anticorpi del Covid-19, e ne abbiamo le prove perché lo abbiamo già testato». A Cerchio, a partire da oggi, i test verranno fatti su base volontaria a rappresentanti delle forze dell’ordine, personale sanitario, autotrasportatori, personale impegnato nella pubblica amministrazione o nelle attività commerciali e saranno ripetuti tra 15 giorni. «Da quando è iniziata l’emergenza coronavirus il comune di Aielli ha fatto di tutto per mettere in campo ogni misura di contrasto e prevenzione», ha precisato il sindaco Di Natale, pronto con i suoi mille test, «è questo il contesto in cui si è inserita la mia scelta di acquistare i test istantanei. All’assessore Verì ribadisco che siamo cauti e previdenti, mi auguro lo sia anche lei e che vengano consegnate al più presto mascherine a tutti i medici e a tutti gli infermieri abruzzesi».
Anche Scoccia, sindaco e consigliere regionale, boccia l’assessore Verì ed è pronta a effettuare a tappeto i test a tutta la popolazione».
Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale Mario Quaglieri, presidente della Commissione sanità, per il quale «i test molecolari in laboratorio sono, al momento, gli unici in grado di attestare la positività o la negatività al covid-19. Nulla contro il test rapido, ma non deve passare l’idea che ciascuno possa fugare il dubbio di essere o meno positivo nel giro di 10 minuti, o ancora peggio di poterlo acquistare in farmacia effettuandolo autonomamente perché i risultati che ne deriverebbero potrebbero rivelarsi deleteri visto che la comparsa degli anticorpi IgM non è evidenziabile prima di 4, 5 giorni dall’infezione».
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