Il Ministero: Regione e Parco chiariscano sulle altre piste da sci

30 Gennaio 2019

OVINDOLI. Sulla proposta di realizzazione di nuovi impianti sciistici nell’area protetta del parco regionale Sirente-Velino interviene il ministero dell’Ambiente per fare chiarezza sulla vicenda. Gli...

OVINDOLI. Sulla proposta di realizzazione di nuovi impianti sciistici nell’area protetta del parco regionale Sirente-Velino interviene il ministero dell’Ambiente per fare chiarezza sulla vicenda. Gli interventi che dovrebbero portare alla realizzazione dei nuovi impianti per oltre 13 milioni di euro nella zona del Velino, avevano fatto scattare una levata di scudi da parte di alcune associazioni ambientaliste, quali Salviamo l’orso, Lipu, Appennino ecosistema, Stazione ornitologica abruzzese, Altura, Italia Nostra e Gruppo naturalisti di Rosciolo, tutte preoccupate dell’impatto che l’opera può avere in un’area a forte vocazione ambientale.
«I lavori interesseranno la zona cosiddetta Valle della Lenzuola nel territorio comunale di Ovindoli», ha detto Augusto De Sanctis della Stazione ornitologica abruzzese, «e dovrebbero portare allo sbancamento di oltre 17 ettari di territorio lungo i quali saranno rimossi con le ruspe oltre 50 centimetri di terreno. L’intervento porterebbe alla distruzione di una zona tra le più pregiate dell’area protetta arrecando un considerevole danno a tutto il patrimonio del parco Sirente-Velino».
L’appello delle associazioni ambientaliste che protestano per quello che considerano un duro colpo per una zona tutelata da diverse direttive nazionali e comunitarie, ha spinto il ministero dell’Ambiente a chiedere maggiori informazioni in merito. La richiesta di chiarimenti è stata inviata alla Regione e all’Ente Parco. Le risposte al Ministero dovrebbero arrivare a stretto giro di posta dato che la Regione rischia anche l’apertura di una procedura d’infrazione per i fondi europei. I 13 milioni di euro con i quali si vorrebbero realizzare gli impianti, infatti, fanno parte delle risorse collegate al Masterplan. «Destinare queste risorse ad opere che andranno a distruggere un intero ecosistema», ha concluso De Sanctis, «e con il rischio che l’Europa apra una procedura d'infrazione, non ha senso. I fondi vengano impiegati per bonificare discariche». In particolare, dopo l’intervento del Ministero, dovrebbe riunirsi una commissione per valutare l’incidenza d’impatto ambientale che il progetto avrebbe sulla zona. (f.c.)
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