Il ministro inaugura le Poste in centro

1 Ottobre 2019

Patuanelli con l’ad Del Fante all’apertura dei nuovi uffici. «Anche se mi giro e intorno vedo ancora ferite fisiche aperte»

L’AQUILA. Fino al 5 aprile 2009 c’era l’ufficio centrale di Poste Italiane in piazza Duomo. E ce n’era anche uno “periferico”, in via Sallustio, sempre nel centro storico, in una città che non pensava minimamente a quanto sarebbe accaduto da lì a poche ore.
Sono trascorsi 10 anni da quella terribile notte del 6 aprile 2009 e ieri mattina Poste Italiane è tornata a riaprire gli sportelli nel centro storico, in corso Vittorio Emanuele, nei locali del palazzo ex Credito Italiano.
Il taglio del nastro alle 11.40, con il ministro per lo Sviluppo economico Stefano Patuanelli, l’ad di Poste Italiane Matteo Del Fante, il presidente della Regione Marco Marsilio, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, e l’ex sottosegretario Gianni Letta, che in un certo senso ha rivendicato la riapertura di Poste in centro, rivelando di essersi fatto portavoce con i vertici dell’azienda di un’istanza di un Comitato cittadino capeggiato da Roberto Grillo.
I sei sportelli, che ricalcano la struttura di tutti gli altri uffici postali della città, sono operativi da oggi, con orario dalle 8.20 alle 13.35 (dal lunedì al venerdì) e dalle 8.20 alle 12.30 (il sabato), con sei impiegati più il direttore, come ha precisato l’ad Del Fante, in uno spazio di 300 metri quadrati. L’ufficio offre il wi-fi gratuito ed è dotato di un innovativo gestore di attese, che permette di prenotare il turno anche per il giorno successivo.
All’inaugurazione, che si è svolta in gran parte all’esterno – è stata interamente bloccata alla viabilità la parte del corso che va da via Tre Marie a via Sallustio –, sono intervenuti anche la senatrice Gabriella Di Girolamo, i deputati Luigi D’Eramo, Stefania Pezzopane e Carmela Grippa, i consiglieri regionali Giovanni Legnini, Americo Di Benedetto e Giorgio Fedele.
«Ogni nuova inaugurazione è uno scacco matto al terremoto, un momento di festa. Il popolo aquilano ha saputo rialzarsi da questa immane tragedia e il terremoto ha avuto l’effetto di rendere la città più bella e più forte di prima. Anche se dove è in gioco il destino di una comunità, non possono esserci fazioni, ma occorre unità», sono state le parole dell’arcivescovo dell’Aquila, cardinale Giuseppe Petrocchi, che ha benedetto i nuovi locali.
«Siamo felici», ha spiegato l’ad Del Fante, «di avere riaperto un nostro ufficio postale in pieno centro storico, contribuendo alla rinascita di una bellissima città e in particolare del suo nucleo urbano più antico». «La riapertura delle Poste», gli ha fatto eco il ministro Patuanelli, «è un simbolo di comunità che si ritrova e che ha sofferto, le cui ferite non si rimarginano facilmente, anche per colpa di qualche lontananza da parte delle istituzioni. Infatti, mi giro e vedo ancora ferite fisiche aperte».
Il ministro si è riferito all’aggregato dove ha riaperto Poste, la metà del quale è ancora puntellata. Così come l’edificio di fronte, della Camera di commercio. «Come governo siamo impegnati a far rinascere L’Aquila», ha concluso Patuanelli. «Questo ritorno è un segnale, chiaro, di voler credere nella rinascita della città», ha sottolineato Marsilio. «La presenza dello Stato aiuta questa dinamica».
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