Il Monastero delle Clarisse sarà pronto in primavera

20 Dicembre 2018

Era stato devastato dal terremoto del 2009 e dopo 10 anni riapre alla città A Paganica la cerimonia prevista il 9 marzo. La lettera di Natale delle religiose

L’AQUILA. Sarà riaperto a marzo lo storico monastero delle suore Clarisse a Paganica. Ad annunciarlo sono proprio le suore in un passaggio della ormai tradizionale lettera di Natale. «Al cantiere», scrivono le Clarisse, «si lavora per completare gli ambienti della lavanderia e delle stanze di laboratorio che fino a questo momento mancavano del tutto. Le varie maestranze sono all’opera, alle prese con le ultime rifiniture perché al più presto il Monastero possa essere pronto ad accogliere il nostro ritorno. Ci prepariamo infatti al tanto atteso trasloco, che vedrà il compiersi dell’importantissimo capitolo della nostra storia vissuto nel Monasterino di legno, e l’aprirsi di una nuova pagina con il trasferimento al Monastero restaurato, che, a ormai dieci anni dal terremoto, vuole essere un segno di rinascita e di speranza non soltanto per noi ma per tutta la nostra città. Dal più profondo del cuore il nostro grazie agli amici Bersaglieri di Pontirolo (Bergamo) e ai volontari che, con la loro generosissima e infaticabile collaborazione, ci stanno dando una grossa mano nei vari turni di pulizie e nella sistemazione delle stanze, che pian piano riacquistano sempre di più il profumo di casa e il sapore di una nuova vita che comincia. E un sentito grazie anche a tutti voi che ci sostenete con la vostra amicizia, con la vostra preghiera e con l’aiuto della vostra carità, e ci permettete di rendere possibile il nostro sogno facendovi strumenti della Provvidenza del Padre che con amore continua a prendersi cura di noi attraverso le vostre mani e il vostro cuore».
La data fissata per l'inaugurazione è il 9 marzo del 2019 con alle 16 una Messa celebrata dall'arcivescovo Petrocchi nella annessa chiesa di San Bartolomeo. Nella lettera si parla anche del «lavoro» delle suore al di là della preghiera che prende gran parte delle ore della giornata: «In questo periodo la grazia di lavorare con le nostre mani e la necessità di sostenerci si rendono ancora più visibili attraverso la fabbrica delle marmellate, che ha viaggiato a pieno ritmo per l’inconsueta produzione di mele biologiche del nostro frutteto, benedetto quest’anno da una primavera particolarmente mite e senza gelate fuori stagione; nel frattempo, accanto alla cereria, alla legatoria, alla lavorazione del cuoio e delle icone scritte, abbiamo avviato anche la nuova produzione artigianale di saponi naturali vegetali. Rendiamo grazie al Donatore di ogni Bene», sottolineano le religiose, «per le numerose occasioni di incontro che continuano ad allargare le pareti del nostro Monasterino di legno e ne fanno una casa accogliente per tanti, giovani, famiglie, scout, coppie di fidanzati e di sposi, che si accostano a noi portando nel cuore il desiderio di Dio e di fare esperienza di Lui; ogni volta gustiamo la gioia di essere dono reciproco per i volti che il Signore ci consegna e che dilatano il grembo della nostra preghiera».
Durante l'anno la piccola comunità è stata colpita da un lutto.
«Il 20 luglio siamo state colte un po’ impreparate dall’improvvisa e inaspettata partenza per il Cielo della nostra amata suor Geltrude, nostra colonna e testimone fedele delle radici più lontane della nostra Fraternità. Con i suoi 100 anni e mezzo, di cui oltre 84 in Monastero, all’arrivo dello Sposo davvero lei era pronta a corrergli incontro con la lampada accesa dal desiderio di Lui, tenuto sempre vivo dalla sua preghiera incessante e continua per tutti».
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