Il Munda pronto ad accogliere i due leoni

29 Maggio 2019

La direttrice Arbace: fa piacere che il Getty Museum di Los Angeles voglia restituirci le nostre opere

L’AQUILA. Il Munda (Museo nazionale d’Abruzzo) è pronto ad accogliere i due leoni di epoca romana conservati al Getty Museum di Los Angeles, che potrebbero provenire dal territorio aquilano e più precisamente da Palazzo Spaventa di Preturo. Ad assicurarlo la direttrice del polo museale d’Abruzzo, Lucia Arbace, all’indomani delle dichiarazioni al New York Times della vice presidente del museo californiano per le comunicazioni Lisa Lapin, secondo cui il Getty è pronto a discutere con le autorità italiane i risultati delle sue ricerche sulle quattro opere d'arte di cui l'Italia ha chiesto di accertare la provenienza: una tela del pittore ottocentesco Camillo Miola, due leoni in marmo d'epoca romana e un mosaico con Medusa. Le opere sarebbero state acquistate dal Museo negli anni ’50 e ’70 del secolo scorso.
«Ho avuto modo di collaborare più volte con il Getty e di prendere atto del loro apparato organizzativo, assolutamente grandioso, che svolge un’attività culturale inimmaginabile in Italia per complessità e articolazione nelle due strutture del Getty Center, una vera modernissima cittadella del tempo libero, e della Villa a Malibù, interamente dedicata all'archeologia, le quali accolgono ogni anno milioni di visitatori», ha spiegato Arbace. «Da soprintendente avevo seguito l’iter del prestito del Trittico di Beffi del Munda, in tempi più recenti quello dell'Ercole Curino del Museo in Villa Frigerj a Chieti. In occasione di tali viaggi ho avuto modo di avere utili occasioni di confronto con i direttori e i responsabili dei vari dipartimenti. Non mi sorprendono dunque le reazioni del Getty dinanzi all’ipotesi di restituire le opere e neanche il fatto che, nonostante ci siano tali problematiche aperte, alcuni musei italiani continuino a stabilire un fitto dialogo finalizzato soprattutto a realizzare mostre». L’eventuale restituzione dovrà in ogni caso seguire gli accertamenti da parte degli organi competenti.
«Questo atto non intaccherebbe certo l'immenso patrimonio d'archeologia e arte che il Getty ha accumulato negli ultimi decenni, con acquisti purtroppo non sempre accompagnati da accurati accertamenti sulle provenienze: i rappresentanti del museo, infatti, a volte si sono fidati di proposte d'acquisto pervenute non di rado da mediatori rivelatisi solo in seguito non affidabili», conclude la direttrice del Munda.
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