Il “muro” di 30 sindaci a difesa di Avezzano

30 Maggio 2021

Si punta a una nuova proroga (2024) per modificare la riforma giudiziaria Di Pangrazio: «Pronti a tornare a Roma. Battaglia di tutti, va vinta» 

AVEZZANO. Un “muro” di fasce tricolori per fermare una chiusura che si prefigura come una mannaia sulle attività commerciali del centro, sugli avvocati costretti a costose trasferte, su un presìdio della legalità. La battaglia per salvare il tribunale di Avezzano – la chiusura è prevista per il 22 settembre 2022 – è solo all’inizio, soprattutto a causa delle resistenze del governo, e più in particolare del ministro della Giustizia, Marta Maria Carla Cartabia, che guarda con sempre più interesse alla digitalizzazione e alla razionalizzazione dei servizi. Nella manifestazione di ieri mattina davanti al tribunale di via Corradini è emerso in modo chiaro che la soluzione passa per il parlamento. Si punta tutto sugli emendamenti e si sta pensando già a un paracadute qualora fossero bocciati. Come un nuovo ordine del giorno da inserire nei prossimi decreti. L’obiettivo della proroga al 2024 non risolverà il problema dei tagli, ma permetterà di avere ancora tempo per cambiare la legge che circa dieci anni fa ha decretato la fine dei quattro tribunali che il governo nazionale considera minori, tra cui quello della Marsica, oltre a Sulmona, Lanciano e Vasto.
I SINDACI. Schierati sulle scale del palazzo di giustizia, sotto lo striscione “No alla chiusura dei tribunali abruzzesi - sì alla riforma della geografia giudiziaria”, 30 sindaci marsicani con indosso la fascia tricolore, insieme all’onorevole Stefania Pezzopane (Pd), al senatore Nazario Pagano (Forza Italia), nonché ai rappresentanti di ordini professionali, associazioni di categorie e di volontariato, parti sociali e vari partiti politici, hanno fatto capire che questa «è solo una battaglia di una guerra che vogliono vincere a tutti i costi». Chiamati a raccolta dal primo cittadino di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, d’intesa col presidente dell’Ordine degli avvocati, Franco Colucci, i sindaci intendono «fare muro in difesa della struttura giudiziaria».
DANNO ECONOMICO. Secondo i manifestanti, una eventuale chiusura, non sarà solo un duro colpo per il mondo della giustizia, ma anche «una mannaia per l’economia del territorio». È quanto emerso nel corso della manifestazione che si è svolta in concomitanza a Sulmona, Lanciano e Vasto e che ha segnato l’inizio di una nuova stagione di iniziative per concorrere a formulare e sostenere l’itinerario legislativo, amministrativo e politico per salvaguardare i tribunali abruzzesi. Le chiusure dei tribunali, poi, oltre che dare un colpo letale all’economia dei territori dell’Abruzzo, aprirebbero anche autostrade alla criminalità organizzata.
IL RUOLO DEI POLITICI. I rappresentanti della Marsica a tutti i livelli hanno risposto presente “all’evento istituzionale” per spingere il governo delle larghissime intese a dare il via libera alla proroga della chiusura fino al settembre 2024. Un primo passo con l’obiettivo di agganciare la riforma della geografia giudiziaria. I parlamentari Pezzopane e Pagano hanno ribadito il «massimo sostegno per la salvaguardia dei tribunali abruzzesi», mentre il presidente Colucci ha sottolineato «il sostanziale fallimento della vecchia riforma sia in ordine al lavoro pratico che al ventilato risparmio», dopo aver lodato i «valorosi sindaci marsicani, sempre pronti a difendere le ragioni del territorio», ha ricordato che «la battaglia per impedire la chiusura dei palazzi di giustizia continuerà per impedire una mazzata letale per l’economia del territorio».
«Siamo pronti, appena superata l’emergenza pandemica, a tornare a Roma», ha sottolineato invece il sindaco Di Pangrazio, «se necessario, stavolta, mobilitando l’intera Marsica. Questa è la battaglia comune di tutti i cittadini: se, come penso, centreremo l’obiettivo, avremo vinto tutti».
SINDACATI. Secondo il Sindacato italiano unitario dei lavoratori della polizia dell’Aquila, «la chiusura di questi presìdi della legalità celebrerebbe la volontà dello Stato a isolare il territorio, arrendendosi alla burocrazia e alla criminalità». È quanto afferma Annalisa Tracanna, segretario generale del Siulp aquilano. «Chiudere i tribunali di Avezzano e di Sulmona», ha aggiunto, «significherebbe mortificare economicamente queste comunità e ingolfare ancora di più la macchina della giustizia. Saremo sempre al fianco di chi lotta per la legalità e la sicurezza dei cittadini. In questa occasione», ha concluso Tracanna, «il sindacato era con i colleghi che a Sulmona non si sono tirati indietro».
Anche la Uil pubblica amministrazione Abruzzo, e in particolare i poliziotti penitenziari degli istituti di pena di Avezzano e di Sulmona, hanno sottolineato i disagi che verrebbero a crearsi in caso di chiusura delle strutture giudiziarie.
Gli agenti, capitanati dal segretario generale territoriale Mauro Nardella e dal tesoriere provinciale Michele Americo, hanno partecipato ieri mattina alla manifestazione contro la chiusura dei quattro tribunali non provinciali. Nardella ha sottolineato «l’elevato costo economico e professionale che ne deriverebbe per la comunità, per i dipendenti e per gli istituti di pena insistenti nei rispettivi territori se i quattro tribunali venissero realmente chiusi».
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