Il museo di Alba Fucens sarà pronto a primavera

2 Dicembre 2020

MASSA D’ALBE. Il Museo archeologico di Alba Fucens, a lungo atteso, presto sarà realtà. Se ne torna a parlare dopo l’ultima campagna di scavi con ritrovamenti di nuove, preziose testimonianze del...

MASSA D’ALBE. Il Museo archeologico di Alba Fucens, a lungo atteso, presto sarà realtà. Se ne torna a parlare dopo l’ultima campagna di scavi con ritrovamenti di nuove, preziose testimonianze del passato. L’allestimento al primo piano dell’edificio, che lo dovrà ospitare, prosegue a ritmo serrato e si sta già provvedendo alla ricostruzione multimediale dei reperti venuti alla luce. L’apertura del Museo, se tutto filerà liscio, dovrebbe avvenire in primavera. Così le migliaia di reperti rinvenuti durante gli scavi iniziati nel 1949 dagli archeologi belgi, e finiti o in musei italiani e stranieri o addirittura ammassati in depositi della Soprintendenza, potranno trovare la giusta collocazione. Il Museo sorgerà nell’ex convento di San Pietro, attiguo alla omonima chiesa. I lavori per la ristrutturazione dell’edificio, su due piani, iniziati negli anni Novanta, per mancanza di fondi, sono proseguiti con esasperante lentezza. La Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio d’Abruzzo, si è spesa molto per la realizzazione dell’opera, ma i fondi arrivavano sempre col contagocce. Alla fine a sbloccare la situazione è intervenuto il Mibact (Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo), che ha stanziato in due tranche 1.300.000 euro. Così il pericolo che il completamento dell’opera venisse rinviato alle calende greche è stato scongiurato. Il primo piano è già stato ristrutturato e pronto ad accogliere i reperti. Presto sarà pronto anche il secondo. Nel frattempo si provvederà a realizzare la scala esterna che porta al secondo piano. A seguire i lavori è il Segretariato regionale del Mibact, mentre la responsabile scientifica è la dottoressa Emanuela Ceccaroni, funzionaria della Soprintendenza. Proprietario dell’immobile che ospiterà il Museo è il Comune di Massa d’Albe, col quale, ovviamente, bisognerà concordare il soggetto al quale affidare la gestione. Ma questo sicuramente non sarà un problema. Quello che invece è certo è che il Museo diventerà meta di migliaia di visitatori e anche di studiosi. I reperti venuti alla luce sono importanti anche per conoscere usi e costumi dell’antico popolo che abitava la Marsica. Per non parlare poi del poderoso impulso che il Museo darebbe per il rilancio del turismo e la crescita economica del territorio. (n.m.)