Il museo di Celestino V resta ancora inaccessibile

SULMONA. Era stato inaugurato tre anni fa in pompa magna e doveva costituire un punto importante del percorso celestiniano che ruota attorno alla figura del Papa del “gran rifiuto” e ai luoghi di...
SULMONA. Era stato inaugurato tre anni fa in pompa magna e doveva costituire un punto importante del percorso celestiniano che ruota attorno alla figura del Papa del “gran rifiuto” e ai luoghi di Sulmona nei quali ha lasciato la sua impronta. Uno spazio che univa storia e innovazione in un unicum appassionante dalla visione futuristica. Si tratta del museo celestiniano realizzato all’interno dell’Abbazia celestiniana su iniziativa dell’allora presidente del parco nazionale della Maiella Franco Iezzi. Ma dopo la presentazione, il museo è rimasto un luogo “misterioso” perché da allora non è stato più aperto al pubblico, nessuno ha potuto visitarlo.
Sembra che l’origine del problema sia rappresentato dalla mancanza di autorizzazione da parte dei vigili del fuoco all’apertura. Un semplice documento che viene rilasciato per qualsiasi spazio adibito a mostre o che deve essere visitato e frequentato da persone. «Già da qualche mese ci siamo attivati per risolvere il problema», spiega il direttore del parco nazionale della Maiella Luciano Di Martino, il quale non nega che sulla vicenda ci sia stata un po’ di disattenzione da parte di qualcuno: «Speriamo di risolvere tutto nel giro di poco tempo», afferma. Anche perché con l’emergenza sanitaria in atto e con le recenti disposizioni ministeriali, musei e teatri sono stati bloccati. A realizzare l’innovativo museo di Celestino V, come detto, era stato l’ex presidente del Parco Iezzi, che era riuscito a presentare un progetto ottenendo il primo posto nel concorso di idee indetto dalla Fondazione Telecom e una somma di oltre 80mila euro. Presidente della giuria era Joaquin Navarro Valls, direttore della sala stampa della Santa Sede dal 1984 al 2006. Prima della sua collocazione definitiva all’interno degli spazi attuali costata al Parco Maiella oltre 40mila euro, il museo era di fatto itinerante ed è stato ospitato in molti luoghi prestigiosi della storia e della cultura come via della Conciliazione a Roma, dove è rimasto a disposizione di turisti e visitatori per oltre due mesi. Successivamente è stato allestito all’interno dei musei vaticani per oltre quattro mesi.
Il museo celestiniano è composto da una serie di stanze che consentono al visitatore di interagire digitalmente con le immagini proiettate su pareti attrezzate spostando o toccando vari oggetti che hanno caratterizzato la vita di Celestino V. Durante la permanenza nella capitale è stato particolarmente apprezzato e visitato da esponenti di rilievo tra i quali l’allora presidente del Senato Franco Marini, l’ex sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri Gianni Letta, il ministro ai Beni culturali Dario Franceschini e cardinali ed esponenti di spicco della Santa Sede. (c.l.)
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