Il Nas a caccia dei sanitari no vax In provincia 22 senza Green pass

Tredici gli irregolari all’Aquila, due a Sulmona e sette ad Avezzano, tra cui un dirigente veterinario Controlli in corso per accertare se a loro carico siano stati già emessi provvedimenti di sospensione
AVEZZANO. Sono stati trovati senza vaccino mentre lavoravano in ambienti sanitari. Sono 22 gli operatori sanitari segnalati nel corso dei controlli eseguiti dal Nucleo antisofisticazione dei carabinieri di Pescara negli ospedali e nei presìdi medici dell’Asl aquilana. Il Nas si è messo a caccia di operatori sanitari “no vax” che continuano a esercitare la professione nonostante siano privi del certificato verde. In Abruzzo sono stati trovati 35 sanitari irregolari che non erano mai stati segnalati.
ASL 1
In particolare, a seguito degli accertamenti, sono stati scovati 13 trasgressori all’Aquila, 7 ad Avezzano e altri due a Sulmona. Ad Avezzano i controlli hanno interessato, oltre all’ospedale, anche il distretto sanitario. Infatti oltre a tre infermieri e tre operatori socio-assistenziali, è stato individuato anche un dirigente veterinario non in regola. Tutti esercitavano le rispettive professioni senza essersi sottoposti a vaccinazione. Sono in corso approfondimenti finalizzati ad accertare eventuali provvedimenti sospensivi già emessi dall’Asl oppure dagli Ordini di appartenenza.
IN ABRUZZO
I militari dell’Arma, agli ordini del tenente colonnello Domenico Candelli, hanno eseguito controlli su tutto il territorio abruzzese. Le ispezioni del Nas di Pescara hanno coinvolto complessivamente 50 operatori sanitari, di cui 35 segnalati ai rispettivi Ordini professionali e alle aziende, perché non avevano ottemperato all’obbligo vaccinale e non erano ancora stati sospesi. Tra loro anche sei dottori di medicina generale e pediatri di libera scelta di Pescara, Città Sant’Angelo, Francavilla e Silvi.
L’OPERAZIONE
I controlli del Nas sono finalizzati a individuare i professionisti, sia in ambito pubblico che in regime di attività libero professionale in studi e ambulatori privati, che continuano a esercitare l’attività pur essendo privi di vaccinazione anti Covid. In tutta Italia sono state in totale 281 le situazioni irregolari dovute all’esercizio della professione in assenza della vaccinazione. Tra questi 126 eseguivano prestazioni nonostante fossero già destinatari del provvedimento di sospensione.
LA LEGGE
La norma prevede l’obbligo vaccinale per chi svolge professioni sanitarie e per gli operatori delle Rsa. Il decreto prevede anche che non sia più possibile svolgere mansioni diverse. Solo in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche attestate dal proprio medico di famiglia, non sussiste l’obbligo e la vaccinazione può essere omessa o rinviata. Nei prossimi giorni la norma sarà ancora più stringente. La terza dose diventerà infatti obbligatoria, dal 15 dicembre, dopo almeno 5 mesi dalla somministrazione della seconda. Gli ordini delle professioni sanitarie, avvalendosi della Piattaforma nazionale digital green certificate devono eseguire la verifica automatizzata del possesso del certificato verde e chi ne è sprovvisto deve consegnare entro cinque giorni la documentazione che lo esenta. A quel punto gli ordini devo fare la segnalazione in modo che scatti la sospensione. Qualcosa però evidentemente in questo meccanismo non funziona. Per i professionisti sanitari che si iscrivono per la prima volta agli albi degli Ordini professionali territoriali l'adempimento dell’obbligo vaccinale è necessario per l’iscrizione fino alla scadenza del termine di sei mesi a decorrere dal 15 dicembre 2021. Questo significa lo stop all’ingresso negli Ordini professionali sanitari, fino al 15 giugno 2021, per i soggetti non vaccinati.
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