Il no ai precari per 36 mesi La Fiom boccia LFoundry

27 Novembre 2020

Il sindacato si è opposto al punto nell’accordo: «Sono soltanto delle scorciatoie  come organizzazione riteniamo fondamentale puntare alla stabilizzazione»

AVEZZANO. La Fiom-Cgil ha detto «no» all’accordo di prossimità – che garantisce altri 24 mesi di lavoro a un centinaio di interinali – ma spera in una formazione adeguata dei lavoratori per il futuro di LFoundry. La deroga al Decreto dignità voluta dall’azienda e dalle altre organizzazioni sindacali non è stata sottoscritta dalla Fiom che sia al livello locale, sia al livello nazionale, ha preferito non mettere in atto «una deroga alla legge e ai contratti». Il provvedimento sottoscritto da Fim-Cisl, Uilm-Uil e Fismic permetterà prima a 65 dipendenti (da lunedì) e poi ad altri 35, da fine gennaio, di non lasciare lo stabilimento dove si producono memorie volatili, ma di rimanere per un totale di 36 mesi. «L’accordo di prossimità serve a smontare i diritti inseriti nel Decreto dignità per proseguire nell’utilizzo del personale a tempo determinato», ha precisato Elvira De Sanctis, segretario provinciale Fiom-Cgil, «siamo contrari agli accordi che vadano a derogare le leggi e i contratti. Come in altre occasioni, in LFoundry non c’è stata la possibilità di parlare di altri strumenti come il lavoro stagionale o i contratti part-time. L’azienda e le altre organizzazioni sindacali volevano solo superare questo tipo di vincolo del Decreto dignità. A nostro avviso sono solo delle scorciatoie e come organizzazione sindacale riteniamo fondamentale puntare alla stabilizzazione». La Fiom-Cgil ha firmato però i restanti punti dell’accordo quadro perché secondo la De Sactis «fanno sì che l’azienda prenda degli impegni».
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