«Il nostro Lele era un ragazzo davvero perbene»

19 Giugno 2019

SULMONA. «Emanuele era un ragazzo che proprio oggi avrebbe compiuto 42 anni. Ma 22 anni fa, quando ne aveva solo 20, decise di fare quello che in famiglia avevano sempre fatto, cioè seguire lo Stato,...

SULMONA. «Emanuele era un ragazzo che proprio oggi avrebbe compiuto 42 anni. Ma 22 anni fa, quando ne aveva solo 20, decise di fare quello che in famiglia avevano sempre fatto, cioè seguire lo Stato, seguire una predisposizione naturale ad aiutare il prossimo. E si arruolò come carabiniere ausiliario».
Il suo intervento lo ha dedicato interamente a lui, al carabiniere ucciso mentre svolgeva il suo lavoro. Il generale Giovanni Nistri, comandante supremo dell’Arma dei carabinieri, ha tenuto a sottolineare che Emanuele, il militare caduto, «non è stato né un santo né un eroe, ma un ragazzo perbene. Lele era l’uomo delle scelte», ha detto il generale. «A 20 anni ha fatto una scelta che a quell’età non tutti fanno, ha deciso di donarsi allo Stato, ai cittadini. Ha fatto la scelta di essere un volontario della Croce rossa, perché quando lui finiva il servizio non andava a giocare a carte, ma si metteva la divisa della Croce rossa e andava a guidare l’ambulanza. Alle 2,53 dell’altro ieri ha fatto un’altra scelta, la scelta definitiva, la scelta che fa capire che uomo, che militare, che ragazzo era Lele. Lui e il suo collega, che ha il suo stesso nome, hanno deciso di fare il proprio dovere. Hanno deciso di fare un controllo, per garantire la sicurezza dei cittadini. A me piace dire che questo è Emanuele. Il suo esempio sarà una guida per tutti noi. E voglio chiudere con un grazie ad Emanuele perché ci ha ricordato la gravosa e difficile bellezza di essere un carabiniere e di dedicare la propria vita agli altri». (c.l.)
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