Il Nucleo industriale apre alle attività commerciali

10 Giugno 2017

Approvata la variante al Piano territoriale, nell’area piena di capannoni dismessi potranno sorgere negozi di vicinato e centri vendita di grandi dimensioni

SULMONA. Via libera allo sblocco completo delNucleo industriale con la possibilità di aprire negozi di vicinato e attività commerciali di grandi dimensioni. Questo il risvolto pratico della questione tutta tecnico-politica dell’approvazione della variante alle norme tecniche di attuazione del Piano regolatore territoriale dell’area sulmonese. Il provvedimento, approvato all’unanimità nella sua ultima seduta dal consiglio provinciale, consentirà l’apertura di nuovi insediamenti e l’arrivo di ulteriore forza lavoro. Ingessato ormai da troppo tempo, il nucleo industriale sulmonese era diventato una sorta di cimitero di capannoni dismessi e fabbriche chiuse. La variante, attesa da anni, ora consentirà una boccata di ossigeno alla zona un tempo fiorente di fabbriche e attività. Negli ultimi anni, invece, le uniche eccezioni che hanno fatto registrare delle aperture sono rappresentate da attività commerciali e di vendita, un tempo bandite all’interno dell’area e contro cui associazioni di categoria e commercianti si erano battuti aspramente. Le novità introdotte del provvedimento riguardano la possibilità di inserimento – in ogni lotto – di un negozio di vicinato, la possibilità di realizzare, nelle aree con destinazione già commerciale, strutture di vendita fino a 25mila metri quadri, la facoltà di ampliare gli edifici esistenti secondo le premialità e i parametri previsti dalla legge 49 del 2012 e l’apertura alle altre destinazioni d’uso, in tutti gli edifici esistenti. Una flessibilità più spinta, dunque, che mira a rivitalizzare un’area per troppo tempo abbandonata a se stessa.
Si dice soddisfatta l’assessore all’Urbanistica e vicesindaco Mariella Iommi. «Il provvedimento costituisce il più efficace esempio di concertazione del Comune con gli attori del territorio e con la Provincia dell’Aquila per un uso moderno e flessibile degli strumenti premiali e delle destinazioni d’uso», spiega. «In un contesto ormai avvilito da una consolidata deindustrializzazione, grazie anche alle concrete proposte ampliative del Comune, si otterrà un pervasivo processo di rivitalizzazione dell’area». Si spera ora nell’arrivo di altri investitori che possano ridare vita ai tanti capannoni dismessi. «Questa variante», aggiunge la consigliera provinciale uscente Agata Di Meo, «permette un più proficuo e sostenibile sviluppo nella zona dando maggiori garanzie e tutele agli imprenditori».
L’ultimo sblocco del nucleo industriale risale a febbraio del 2013 ad opera dell’ex giunta Federico, che diede il via libera alle attività diverse da quelle industriali e artigiane (come i servizi, la logistica e la distribuzione), per superare lo stallo della sola vocazione industriale con gli insediamenti favoriti negli anni ’70 dall’allora Cassa del Mezzogiorno che erano arrivati a fine naturale del ciclo produttivo.
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