Il nuovo mercato piace ai cittadini

4 Novembre 2018

Per la clientela è «molto più spazioso». Ma in via De Gasperi c’è la fuga degli ambulanti perché la strada è poco frequentata

AVEZZANO. Ambulanti in fuga da via De Gasperi, la strada meno gettonata del mercato, dove si è scatenato il fuggi fuggi, alla ricerca di qualche spazio vuoto nell’area più affollata di via Einaudi e via Tirabassi. Qualcuno si è posizionato in via Kolbe, ma senza molta fortuna. La via di fuga all’italiana, complice l’organizzazione non certo impeccabile, è stata una delle tante note stonate della seconda giornata di sperimentazione, segnata però da alcune conferme: il mercato, in particolare l’asse centrale, ha fatto registrare un nuovo pienone, evidenziando però gli stessi problemi logistici. Con l’aggiunta degli “imbucati” che approfittando delle maglie larghe dei controlli, hanno cercato fortuna altrove.
In via De Gasperi, punta estrema del mercato, alla fine erano rimasti in due, più un venditore di indumenti usati.
Clientela scarsa. «Qui si muore», commenta Alessandro Sivo, arrivato da Caserta con la moglie, «finora (erano le 11,30) ho incassato solo 200 euro. Non ci copro neanche le spese. Nell’altra zona centrale a quest’ora avevo fatto 1000 euro. Fortuna che non ho dipendenti. Senza contare le lamentele dei residenti, mentre non ci sono neanche i bagni chimici». Pochi metri più in là, lungo via Fabrizi, c’è un po’ più di movimento: nulla rispetto all’asse centrale. Il ritornello non cambia. Leno De Sanctis, che la settimana precedente aveva chiuso bottega, ieri ha aperto, «ma senza molta fortuna. Qui è un disastro», sottolinea l’ambulante, «il circuito non funziona e neanche i controlli: tanti si sono spostati dove hanno voluto. Le regole vanno applicate in toto, per contrastare pure la concorrenza sleale». Il riferimento è per il Durc e l’evasione Tosap: nelle casse del Comune solo per gli ultimi 5 anni mancano 153mila euro. Sul fronte delle regole batte anche il vicino di banco. «Qui la questione principale», evidenzia Benedetto Lucchese, «non è sul dove si fa il mercato, ma sul rispetto delle regole per tutti. Chi si sposta dove meglio crede, o non paga il dovuto, danneggia gli ambulanti che rispettano le norme». Sullo spostamento del mercato dicono la loro anche i cittadini. Paola Allegri, di Magliano de’ Marsi, è ancora un po’ spaesata per la novità, «perché», dice, «è tutto completamente nuovo. Avrei preferito un vialone lungo. Forse sarebbe stato meglio, anche se alla fine è solo una questione di abitudine. Il tempo lo dirà». Una teoria che, seppure con sfumature diverse, vede in sintonia Azzurra Ruscitti e Simona Capoccetti, di Antrosano. «Qui rispetto alla vecchia area», evidenziano, «il mercato è più arioso. Però non crediamo che sia una questione di luogo. Se una persona vuole andare al mercato, ci va: noi qui o a piazza Torlonia sempre in macchina saremmo venute». Per Chiara Buttiglione, di Avezzano, invece, la nuova location è ok: «Il mercato è molto più spazioso», dice, «dà un senso di apertura, quindi penso che vada bene. Tanto, a chi non piace, si abituerà». Sul mercato, però, al di là delle diverse posizioni, pesano le tante criticità messe in risalto dalle associazioni di categoria, sia in ordine alla sicurezza sia alla posizione. In settimana scatta l’assegnazione finale degli stalli, mentre la giunta apporterà alcune modifiche alla delibera, in attesa del verdetto del gruppo di lavoro composto dall’assessore Renata Silvagni, i consiglieri Vincenzo Ridolfi e Luigia Francesconi (la minoranza è sull’Aventino) e i rappresentanti di categoria, Vincenzo Cioni e Roberta Masci.
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