Il nuovo ospedale? Solo la prima pietra nel cantiere chiuso

13 Marzo 2015

Nessun operaio a 3 mesi dalla cerimonia in pompa magna Mancano alcune autorizzazioni per demolire l’ala vecchia

SULMONA. I lavori del nuovo ospedale sono fermi alla prima pietra. Dopo la posa con cerimonia in pompa magna dell’11 dicembre scorso gli interventi sono in stand by. A accezione di un iniziale scavo e della sistemazione di alcuni pilastri, il cantiere è fermo ancora all’allestimento iniziale. Sono mesi, infatti, che nell’area transennata con tanto di cartelli di “lavori in corso”, non ci sono operai ma solo i bagni chimici e i gabbiotti per gli attrezzi.

Stando al progetto dell’Annunziata bis, invece, i lavori sarebbero dovuti partire contestualmente alla posa della prima pietra per rispettare la tabella di marcia. Cronoprogramma che prevede la consegna del primo lotto entro gennaio 2016 e l’ultimazione dei lavori sull’ala nuova (costruita nel 1977) entro agosto prossimo. Il progetto, prima ancora di partire, ha già accumulato un ritardo di quasi tre mesi. Pare che alla base dello stop ci siano alcune autorizzazioni mancanti, riferite soprattutto alla demolizione dell’ala vecchia (ultimata nel 1959).

Il progetto dell’architetto Fabrizio Rossi Prodi prevede una costruzione capovolta in acciaio e vetro di ultima generazione, con linee curve che riflettono le montagne circostanti e il pronto soccorso sul secondo ingresso di via Montesanto. I prefabbricati metallici, che poggeranno su isolatori anti-smici, costituiscono la gran parte della struttura, con interni curati nelle finiture e negli spazi. Il primo lotto da 5mila metri quadrati su 4 piani per 10 milioni di euro, dovrebbe essere ultimato entro gennaio 2016. Conterrà depositi, radiologia e servizio farmaceutico al piano terra; ortopedia al primo piano; chirurgia generale al secondo; urologia e oculistica al terzo. Nel secondo lotto di altri 5mila metri che sfiora i nove milioni di euro saranno posizionati locali tecnici e ambulanze al piano interrato; pronto soccorso al piano terra; cardiologia, Utic e sala pace-maker al primo; medicina e neurologia (secondo); lungodegenza (terzo). Sono 164 i posti letto confermati nella nuova struttura, 70 nei 722 metri quadri del primo fabbricato e 59 nei 608 del secondo. Gli altri 35 resteranno nei 10mila metri quadrati dell’ala nuova, coi lavori fatti dall’esterno che dovrebbero finire ad agosto.

Sono interventi di mitigazione sismica, che consentiranno il funzionamento dei reparti, per un totale di 4 milioni e 400mila euro. È qui che dovrebbe traslocare il punto nascita al terzo piano dell’ala vecchia (condannato alla chiusura), che nel progetto è collegato alle due sale operatorie in costruzione e al blocco parto, per una spesa di 2 milioni e mezzo di euro. I fondi della Asl sono quelli per l’ala nuova e le sale, a cui va aggiunto il canone di locazione annuale di un milione e 700mila euro per le nuove strutture del primo lotto. Per il secondo si resta in attesa dei fondi del Governo o di qualche altra idea del manager della Asl, Giancarlo Silveri, come quella del leasing in costruendo per i primi interventi. La Inso del gruppo Perfina (terza ditta di costruzioni del Paese) ha vinto l’appalto dei moduli in leasing, coi lavori finanziati da due banche, Sardaleasing e Iccrea BancaImpresa. La Inso, con Edilfrair, si occuperà dei lavori e altre due ditte della manutenzione per 20 anni.

Federica Pantano

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