Il nuovo Prg affidato a tre Università

L’assessore all’Urbanistica Colucci: «Da 20 anni è attesa la revisione di uno strumento oramai troppo vecchio»
AVEZZANO. Ventiquattro mesi per dare alla città un Piano regolatore generale al passo con i tempi, ma soprattutto con le nuove leggi e la nuova filosofia urbanistica fondata sul recupero degli spazi e non più sull’espansione a tutto campo. La maggioranza De Angelis ha dato il via libera all’iter propedeutico alla redazione della variante generale del Prg con regia interna, l’unità di progetto guidata dal dirigente, l’architetto Mauro Mariani, con l’ausilio di tre atenei: le Università dell’Aquila, Chieti-Pescara e Camerino.
Obiettivo: tornare a governare un settore strategico mettendo la parola fine all’attuale sistema ormai superato. L’efficacia dei vincoli di destinazione urbanistica, infatti, viaggia in media attorno ai cinque anni, mentre lo strumento di pianificazione risale al lontano 1997 e l’entrata in funzione è datata 2001. Quando fu pubblicato sul Bura. «Il vecchio Prg risalente al 1997», afferma l’assessore all’Urbanistica, Chiara Colucci, «è ormai ampiamente superato sia sul fronte normativo che in termini di contenuti. La variante generale punta a interpretare le nuove esigenze improntate soprattutto sul recupero degli spazi e del patrimonio edilizio esistente».
Ora, a distanza di due decenni, il Prg è tornato d’attualità, per essere incanalato verso i nuovi princìpi urbanistici, previo assenso del consiglio comunale. Strategie e obiettivi, però, sono stati già condivisi dalla maggioranza. Il passaggio politico, ormai in vista, dovrebbe sancire il via libera alla fase operativa, mirata a innescare la nuova filosofia nel campo urbanistico fondata sul recupero dell’esistente e il non consumo del suolo. Il cuore pulsante della partita Prg, l’ufficio del Piano, dovrà “fotografare” la situazione attuale a 360°, ed elaborare il pacchetto finale, col supporto scientifico delle tre Università. Gli specialisti degli atenei Chieti-Pescara, L’Aquila e Camerino dovranno occuparsi del sistema dei valori storico-architettonici e paesaggistici del tessuto insediativo; dell’aspetto normativo, del processo partecipativo e della qualità dei luoghi e degli spazi pubblici. Nell’operazione avrà un ruolo anche il neo-costituito Urban Center presieduto da Rocco Di Micco – che fungerà da raccordo, oltre che da luogo di incontro fisico, tra la struttura operativa del Comune con gli enti e i cittadini interessati alla redazione del nuovo piano.
Il costo globale dell’operazione, comprese le consulenze esterne, che oltre alle tre Università, scatteranno per la valutazione ambientale strategica e la relazione geologica, dovrebbe aggirarsi sui 220mila euro.
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