Il padre sconvolto: «Non ho parole»

1 Settembre 2023

Una lunga scia di incidenti fatali: l’Abruzzo è una delle peggiori regioni in Italia

CASTEL DI SANGRO. «Non ho parole»: è tutto quello che ha saputo dire il padre di Antonio Di Lollo ieri, giunto sul posto dove ha perso la vita il figlio 46enne dopo aver urtato con la testa un cavo elettrico. Morire di lavoro resta una piaga sociale in Abruzzo, dove l’incidenza sugli incidenti mortali è superiore al 25 per cento rispetto alla media nazionale. I dati si riferiscono al primo quadrimestre del 2023 e fanno dell’Abruzzo una delle regioni in “zona rossa”. Appena qualche giorno fa la tragedia di Mattia Finocchio, elettricista di 34 anni morto mentre era al lavoro nell’azienda Carpenteria Metallica Pugliese di Mozzagrogna. Il tubo di un compressore è esploso, un pezzo di ferro si è staccato e lo ha colpito violentemente alla testa. Il giovane si è spento dopo cinque giorni di agonia. Tre giorni prima, il 22 agosto, un altro incidente mortale, stavolta all’Aquila. Un uomo di 56 anni, Viurel Stupariu, è stato travolto da alcuni blocchi di cemento durante una manovra di carico con la gru. L’uomo, di origini romene, era il titolare di una piccola ditta di trasporti e ristrutturazioni edili. Il 28 luglio scorso la tragedia si è consumata lungo l’autostrada A25, nei pressi dell’uscita di Magliano de’ Marsi. È lì che Osimen Aneke, 32enne nigeriano residente a Sora, ha perso la vita mentre stava svolgendo alcuni interventi di manutenzione in un cantiere. Un camion lo ha travolto. Lo scorso aprile, a Teramo un operaio senegalese di 24 anni, Ibrahima Dramé, è morto dopo essere precipitato da un’impalcatura per dieci metri mentre stava lavorando insieme con un collega, che è finito su una bancata e si è salvato. Una lunga scia di sangue sul lavoro, nonostante i tanti appelli per la sicurezza, tra i quali quello del presidente della Repubblica, Sergio Matarella. (l.p.)
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