Il palazzo si muove? L’allerta con un sms

11 Dicembre 2018

Monitoraggio strutturale di controllo della risposta sismica sull’edificio Mannetti ripristinato dopo i danni del terremoto

L’AQUILA. Un sistema combinato di sensori in fibra ottica e accelerometri, in grado di inviare in tempo reale informazioni sul comportamento dell’edificio in caso di sollecitazione sismica o altri eventi catastrofici. Questa è l’innovazione nel recupero statico e nella riqualificazione funzionale di Palazzo Mannetti, nel cuore del centro storico, tra corso Vittorio Emanuele e piazza Regina Margherita restaurato dalla Mancini srl.Un palazzo di impianto seicentesco, ma con rifacimenti successivi al terremoto del 1703. Il progetto è firmato dall’ingegner Diego Dell’Erba e dalla Sismlab srl, spin-off dell’Università della Calabria, con la collaborazione di un comitato scientifico, costituito da docenti di vari Atenei italiani e stranieri e la consulenza del professor Leonardo Corbo.
I DANNI. I danni provocati dal sisma del 6 aprile 2009 su Palazzo Mannetti sono stati significativi, con il crollo di parte delle volte e lo scollamento di altre, ma il palazzo è stato completamente risanato con un progetto specifico di adeguamento sismico e l’utilizzo di materiali come l’acciaio e la fibra di vetro per ispessire e, al tempo stesso, alleggerire le volte e garantire una migliore risposta in caso di evento sismico di una certa entità.
L’INTERVENTO. «Le tecniche moderne di consolidamento hanno rispettato l’architettura storica dell’edificio che oggi dispone di un sistema di monitoraggio strutturale di controllo della risposta sismica in caso di terremoto, il primo installato in un palazzo del centro storico aquilano», come spiega lo stesso Dell’Erba. Le sale dai soffitti affrescati e i particolari decorativi recuperati, come il camino in pietra e alcuni pavimenti ripristinati secondo il disegno originario pre-sisma, raccontano la storia di uno dei palazzetti nobiliari o alto-borghesi dell’Aquila del ’700, alle prese anche allora con la ricostruzione.
MONITORAGGIO. La vera rivoluzione in chiave di prevenzione, sicurezza e manutenzione nel restauro dell’edificio è però il progetto di monitoraggio strutturale. Il sistema progettato per Palazzo Mannetti prevede infatti l’installazione di sette sensori a fibra ottica nei maschi murari del primo e del secondo ordine e otto sensori in quello del terzo ordine. L’architettura di monitoraggio dinamico scelta per l’edificio prevede, inoltre, la presenza permanente di una centralina di gestione in grado di acquisire e inviare segnali di allerta e di allarme in caso di superamento dei parametri di soglia.
AUROMILLA. Sicurezza e certezza sulla staticità del fabbricato sono assicurate dai sensori denominati “auromilla” che vegliano senza soluzione di continuità sulla stabilità della costruzione. Dal giorno dell’installazione i sensori a fibra ottica hanno iniziato a misurare e archiviare i parametri fisico-meccanici della struttura. La rete di monitoraggio, quando ce ne sarà bisogno, invierà segnali di pericolo tramite sms o messaggi su tablet o siti web dedicati e consentirà di individuare l’azione più urgente da applicare: ricorrere a indagini visive in caso di allerta o limitarsi a studiare i dati registrati dai sensori in caso di semplice allarme. Un sistema teso a ridurre il rischio crollo.
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