Il papà di Cristina: «La Pezzopane rispetti le sentenze»
L’AQUILA. Il messaggio di cordoglio della deputata Pd, Stefania Pezzopane, riaccende ferite nella famiglia di Cristina Capoccitti, la bimba di 7 anni uccisa a Balsorano nell’agosto 1990. Per quel...
L’AQUILA. Il messaggio di cordoglio della deputata Pd, Stefania Pezzopane, riaccende ferite nella famiglia di Cristina Capoccitti, la bimba di 7 anni uccisa a Balsorano nell’agosto 1990. Per quel delitto è stato condannato lo zio della piccola, il muratore Michele Perruzza (morto in carcere nel 2003). Attilio Cecchini all’epoca del processo difese Perruzza. Delitto che per la Pezzopane «tiene aperti scenari inquietanti». In una lettera inviata ad AbruzzoWeb interviene Giuseppe Capoccitti, padre della piccola Cristina: «Vorrei ricordare alla senatrice Pezzopane che quando si parla del delitto Capoccitti si sta parlando di una bambina di non ancora sette anni di nome Cristina e non freddamente come da lei citato Delitto Capoccitti. Vorrei sottolineare anche alla senatrice che la sua espressione, “da tutti considerato un mostro”, come se quel termine non gli appartenesse, è esattamente ciò che tre gradi di giudizio hanno sentenziato. O forse la senatrice, che si dovrebbe occupare di ben amministrare la cosa pubblica per il ruolo che ricopre, pensa che tre gradi di giudizio in nome del popolo italiano non bastino? Sono trascorsi 30 anni da quell’orribile delitto e il processo è terminato con un giudizio di condanna definitivo da parte della Cassazione nel 1992. I principali esponenti in negativo della vicenda, dall’autore del delitto di mia figlia, dal mondo del giornalismo e da quello forense, sono tutti morti e quindi sarebbe auspicabile un sano silenzio. Invito la senatrice a rispettare le sentenze e a parlare con cognizione di causa».
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