Il parco della Majella inserito nel circuito del turismo cinese

16 Settembre 2015

Il progetto presentato ieri, primi arrivi previsti a primavera Sulmona proposta come meta ideale per il matrimonio

SULMONA. Il Parco nazionale della Majella punta sul turismo cinese e si propone come primo parco in Italia a essere certificato dal China tourism academy attraverso il progetto “Welcome chinese”. In pratica il territorio del parco diventerà una destinazione inserita nei circuiti del turismo cinese e i primi arrivi sono previsti già in primavera in quanto, in circa un paio di mesi, sarà elaborata la proposta da offrire al mercato dell’estremo oriente, abituato a standard diversi da quelli occidentali. Sulmona, in particolare, sarà proposta come meta ideale per il matrimonio. In tutto il mondo sono 500 i soggetti che hanno ottenuto la certificazione “Welcome chinese”, tra cui la Valle dei templi di Agrigento, il museo Maxxi di Roma, museo Ferrari di Maranello e Modena, il Ferrari water world di Abu Dhabi e l’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi. Tra le potenzialità del territorio del parco Majella la vicinanza con Roma, i percorsi enogastronomici e quello dedicati al turismo della natura. Il progetto è stato presentato ieri, nella sede del parco Majella nell’abbazia di Santo Spirito della frazione Badia, dal presidente dell’ente Franco Iezzi e da Concetta Cravelllo responsabile marketing e progetti della China tourism academy. Dal novembre 2013 la Cina ha liberalizzato il turismo, prima di questa data i cinesi che volevano viaggiare si dovevano attenere a viaggi organizzati in determinate mete, ora, invece, ogni cittadino può viaggiare ovunque nel mondo. Per questo motivo l’affluenza turistica in Europa, e in particolare in Italia, è in costante crescita e, mediamente, un turista cinese, per un viaggio nel vecchio continente spende dai 7 mila e 500 ai 20 mila euro. Principalmente i gruppi si muovano durante le festività cinesi, che non corrispondono a quelle occidentali. «Welcome chinese rappresenta elemento di garanzia di qualità alle aspettative dei viaggiatori cinesi», ha spiegato Cravello, «i quali hanno abitudini ben precise che vogliono mantenere anche fuori dalla loro terra. Si tratta di particolari per loro fondamentali come il bollitore per il tè in camera, poter mangiare cibo cinese e una vasca da bagno al posto della doccia». «Oltre agli indubbi vantaggi derivanti dalla certificazione», ha aggiunto Iezzi, «questa iniziativa è una ulteriore manifestazione della volontà dell’ente parco di coinvolgere gli attori del territorio ad assumere un ruolo attivo nelle scelte di sviluppo locale».

Chiara Buccini

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