Il Parco della Memoria non aprirà per il 6 aprile

La prevista cerimonia è stata rinviata a quando sarà finita l’emergenza Covid Negozi aperti, il consigliere Masciocco: «L’obbligo di chiusura c’era: ora non più»
L’AQUILA. Non ci sarà nessuna inaugurazione per il parco della memoria, a piazzale Paoli, il 5 aprile, alla vigilia del dodicesimo anniversario del sisma del 2009. La cerimonia, annunciata alcuni giorni fa dallo stesso sindaco, Pierluigi Biondi, è stata rinviata a quando la pandemia allenterà la morsa e permetterà una maggiore partecipazione all’evento. A chiedere di spostare in avanti la data dell’inaugurazione sono stati gli stessi familiari delle vittime, come spiega la portavoce del Comitato, Antonietta Centofanti. «Vorremmo che fosse un momento aperto alla città», dice, «a cui possano partecipare almeno i parenti di chi non c’è più». Dopo l’installazione dell’obelisco di 15 metri, al centro del parco, avvenuta lo scorso 20 marzo alla presenza di pochissime persone, infatti, il monumento è scomparso dal programma per l’anniversario stilato dal Comune e condiviso con la Prefettura. Per la sera tra il 5 e il 6 aprile, infatti, non è prevista neanche l’illuminazione del monumento o delle lastre con i nomi delle vittime all’interno del parco. «I lavori sono a buon punto», spiega Centofanti, «ma per l’inaugurazione abbiamo preferito uno slittamento in avanti: dev’essere una cerimonia della città. È un momento per noi di grande importanza, arrivato dopo tanta attesa a 12 anni dal sisma, non vogliamo che passi in sordina». Dell’obelisco non si fa riferimento neanche nell’ordinanza 54 del sindaco, che proclama il lutto cittadino per l’intera giornata del 6 aprile 2021. Un’ordinanza che ha suscitato diverse polemiche già prima di essere firmata. Nel documento, infatti, è rivolto un invito ai commercianti a tenere chiuse le saracinesche per metà mattinata, fino alle 11. Nessun obbligo, dunque, come ribadisce anche il delegato della Confcommercio, Angelo Liberati, in un comunicato. A chiedere, invece, una posizione più ferma da parte dell’ente sono stati i familiari delle vittime, in segno di vicinanza e di ricordo per chi nella notte di 12 anni fa ha perso la vita. «L’obbligo di chiusura è stato abolito dalla giunta Biondi nel 2018, sostituito da un invito. Nell’ordinanza dello scorso anno non c’era neanche una menzione alla questione, forse anche per via del lockdown di quel periodo” spiega il consigliere di minoranza, Giustino Masciocco, capogruppo di Articolo 1. «Precedentemente a quella data, tuttavia, il divieto era messo nero su bianco».
CONFCOMMERCIO. L’ordinanza di quest’anno invita «gli esercizi commerciali, le imprese, le attività artigianali e le altre organizzazioni pubbliche e private, con esclusione dei servizi indispensabili e obbligatori, a sospendere l’attività lavorativa la mattina del 6 aprile 2021 fino alle ore 11». Queste attività «potranno, in via facoltativa, optare o meno per la sospensione», come sottolinea Liberati in un comunicato. «L’amministrazione comunale dell’Aquila ha inoltre predisposto e messo a disposizione delle attività commerciali una locandina commemorativa per quanti vogliano esporla nella propria vetrina». Nella locandina, una fotografia di una candela e sullo sfondo la città dell’Aquila, accompagnata dalla scritta: “Io ricordo”.
SEMPRE MENO ATTENZIONE. «Non si dà la giusta importanza a questo anniversario: la chiusura di due ore degli esercizi commerciali sarebbe solo simbolica, in segno di vicinanza. Quello che mi chiedo è se esiste ancora una coscienza in città», commenta Masciocco. «L’ex sindaco, Massimo Cialente, ordinava la chiusura degli esercizi commerciali. Biondi dal 2018 ha sostituito l’obbligo con un invito ad abbassare le saracinesche. Per i familiari delle vittime tutti i giorni è 6 aprile, per la città, invece, lentamente questa sta diventando una ricorrenza come le altre. Ci abbiamo messo dodici anni per costruire un luogo della memoria, questo dice tutto».
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