Il Pd ai consiglieri: mandate a casa il sindaco

13 Marzo 2021

Casciani e Nannarone definiscono l’operato della giunta Casini «fallimentare sotto tutti gli aspetti»

SULMONA. Il Partito democratico si appella ai consiglieri comunali e chiede «di licenziare in tronco il sindaco». Il segretario del circolo Pd locale Franco Casciani e la presidente Teresa Nannarone, alla luce dei lavori dell'ultimo consiglio comunale che ha visto l’assenza massiccia della maggioranza, sono tornati alla carica chiedendo di porre fine «all’agonia amministrativa. Come classificare l’aut-aut della segretaria generale, fino a pochi giorni fa fervida collaboratrice del sindaco, di condividere il suo impegno professionale con la Provincia di Pescara, pena il suo abbandono del Comune? Con buona pace della Casini e delle rassicuranti narrazioni della sua amministrazione, bisogna prendere atto che a oggi Sulmona, con una popolazione di circa 23 mila abitanti, viene equiparata a Paesi con numeri decisamente inferiori, costretti per ovvi motivi a consorziarsi per la fruizione di alcuni servizi». I due esponenti democratici hanno inoltre lamentato che «la pista ciclabile che doveva snodarsi da via Cappuccini fino alle Marane è bloccata per errori di progettazione. Per non parlare della restituzione dell’immobile del Centro Celestiniano che costerà all’amministrazione, e quindi ai contribuenti, un indennizzo agli sfrattati di 2.700 euro, nonostante l’esistenza di crediti corposi mai riscossi e ormai inesigibili e la mancata discussione in consiglio comunale sull’Apu in centro storico per mancanza del numero legale. Il presidente del Pd e il segretario si sono quindi rivolti ai consiglieri comunali chiedendo loro di «licenziare» il primo cittadino, Annamaria Casini, anche alla luce del rinvio delle elezioni amministrative a settembre. «Avevamo sperato in un'agonia amministrativa meno dura, confidando nel lasso di tempo relativamente breve per la liberazione della città da un’esperienza amministrativa fallimentare sotto tutti gli aspetti», hanno concluso i democratici, «ma il rinvio delle elezioni a ottobre non può che allarmare una cittadinanza già prostrata per le note vicende di emergenza sanitaria. Tutto ciò ci costringe a interrogarci, ancora una volta, sulla necessità improrogabile di denuncia e vigilanza attiva, con l’invito a tutti i consiglieri comunali ad avere un sussulto di dignità. In gioco c’è la credibilità di una città con le sorti di una comunità fiera della sua storia mai come in questi anni sottoposta a dure prove di resilienza». (e.b.)
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