Il Pd: «Biondi dà l’allarme ma le risorse non mancano»

Rivendicata la soluzione del problema delle tasse «dove altri hanno fallito» L’appello di Pezzopane e Lolli: «Serve serietà dalle istituzioni del territorio»
L’AQUILA. «Non è alzando polveroni e mettendosi a urlare che si risolvono i problemi». È durato un solo giorno il clima di soddisfazione e concordia bipartisan con cui è stata accolta la notizia della soluzione trovata dal governo al problema della restituzione delle tasse sospese alle imprese dopo il terremoto, una svolta che il ministro per i rapporti con l’Europa, Vincenzo Amendola, ha voluto comunicare personalmente alle istituzioni e alle associazioni di categoria del territorio venendo, venerdì scorso, all’Aquila. All’indomani dell’annuncio del ministro, il clima politico cittadino è tornato a scaldarsi con una conferenza stampa in cui il Pd ha attaccato il sindaco Pierluigi Biondi per la lettera-appello consegnata in settimana al capo dello Stato Sergio Mattarella per lanciare l’allarme sul rifinanziamento della ricostruzione. Alla conferenza ha partecipato tutto lo stato maggiore del partito: Stefania Pezzopane, Pierpaolo Pietrucci, Giovanni Lolli, Pietro Di Stefano, Stefano Palumbo, il segretario cittadino uscente Stefano Albano e quello in pectore Emanuela Di Giovambattista. Unico assente, per motivi personali, Massimo Cialente.
«È stato risolto un problema che assillava le imprese», ha detto Stefania Pezzopane. «Ora l’obiettivo è completare la ricostruzione. E in questo senso non comprendiamo l’atteggiamento del sindaco, che ha scritto che la ricostruzione rischia di bloccarsi per mancanza di risorse. Non si blocca proprio niente, a meno che non sia Biondi a farlo. Devono essere ancora assegnati 1 miliardo e 300 milioni, fondi che, sulla base del tiraggio degli ultimi anni, sono assolutamente sufficienti per il 2020 e per gran parte del 2021». Pezzopane ha fornito alcuni dati: «Nel cratere il tiraggio cresce: si è passati dai 189 milioni del 2016 ai 242 del 2019. Il Comune dell’Aquila, invece, fa registrare il processo inverso: dai 344 milioni del 2016 si è passati ai 221 milioni del 2019. Gridare in modo irrituale alla necessità di ulteriori risorse ci sembra motivato dall’unico scopo di alzare un polverone, conquistando le pagine nazionali». «Mettersi a strillare dicendo falsità è un metodo stupido e sbagliato di porre il problema», ha rincarato la dose Giovanni Lolli, che ha rivendicato una diversità di metodo e approccio, dimostrata dall’attuale governo sul problema delle tasse: «Senza tante chiacchiere, ha risolto un problema che i 6 governi precedenti, compreso l’ultimo gialloverde, non erano riusciti a risolvere. La stessa serietà devono dimostrarla le istituzioni del territorio». Una differenza rimarcata anche da Pezzopane: «Il nostro è un partito serio, di governo. Per portare avanti la ricostruzione, non abbiamo guardato il colore dei governi che si sono succeduti ma non abbiamo mai alimentato nemmeno polemiche inutili. Chiediamo serietà».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

