Il Pd boccia la nuova giunta «Durerà solo qualche mese»

Dante: troppi strascichi, la Casini sarà costretta a gettare ben presto la spugna E il capogruppo di Sbic accusa l’amministrazione di mancanza di progettualità
SULMONA. «Un’operazione che rappresenta solo il preludio a una crisi definitiva che tra qualche tempo metterà la parola fine a questa amministrazione comunale». Va giù duro il segretario del circolo cittadino del Partito democratico Sergio Dante.
All’indomani della riunione del direttivo, il numero uno del Partito democratico sulmonese torna sul rimpasto di giunta e critica aspramente la condotta della maggioranza e del sindaco in particolare che «ha dimostrato ancora una volta di avere poche e confuse idee. Le liti esplose all’interno della maggioranza lasceranno pesanti strascichi», prosegue Dante, «sono sicuro che tra pochi mesi questa amministrazione sarà costretta a gettare la spugna».
Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo di Sbic, Maurizio Balassone che parla di assenza di progettualità nell’azione dell’amministrazione guidata da Annamaria Casini, che sta portando la città allo sbaraglio. «Questa giunta comunale non ha progettualità e continuando di questo passo finirà per stremare la città, già in ginocchio a causa dei tanti problemi che l’affliggono», afferma Balassone. «Questa amministrazione più che una nave senza nocchiere è un guscio di noce in balìa delle acque dell’oceano. Non c’è alcuna idea di ciò che bisogna fare. Le deleghe all’Urbanistica e al Personale, due punti nevralgici nel programma di mandato, il sindaco le ha tenute per sé, dimostrando ancora una volta, scarsa fiducia nei suoi stessi assessori. Eppure nell’ultima seduta consiliare i suoi stessi alleati, in particolare il socialista Fabio Pingue, avevano suggerito al sindaco Casini, di fare il primo cittadino a tempo pieno e di lasciare le sue deleghe agli assessori. Invece la Casini si è caricata sulle spalle deleghe impegnative che la terranno occupata a tempo pieno distogliendola dal ruolo principale a cui dovrebbe adempiere».
Il consigliere di Sbic stigmatizza poi il fatto che «si continui a guardare più agli interessi personali o regionali e non a quelli della città. Noi di Sbic non vogliamo una crisi al buio come è accaduto nella precedente consiliatura con il sindaco Peppino Ranalli. Ma purtroppo dobbiamo prendere atto che quando abbiamo cercato di offrire la nostra collaborazione e i nostri suggerimenti nell’ottica di un’opposizione costruttiva, il sindaco si è dimostrato sempre sordo a queste iniziative come accaduto nell’ultima seduta sul bilancio. Certo questo non va nella direzione di poter ritenere questa amministrazione in grado di restare in carica altri tre anni», conclude Balassone. «Ma l’alternativa sarebbe un lungo commissariamento che speriamo possa essere evitato per il bene della città».
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