Il Pd farà da stampella al sindaco Casini

20 Febbraio 2019

Ma in cambio pretende l’azzeramento della giunta da sostituire con un governo di salute pubblica

SULMONA. Il Partito democratico pronto a lanciare la ciambella di salvataggio al sindaco Annamaria Casini, «a patto che azzeri l’attuale giunta e ne faccia un’altra figlia della nuova situazione». È questa la condizione imposta dai Democratici subito dopo l’appello lanciato dal sindaco. Una giunta di salute pubblica, a termine, attraverso la quale si dichiari il fallimento dell’attuale amministrazione, che traghetti il Comune alle elezioni del prossimo anno evitando l’ennesimo commissariamento. Del resto lo stesso Pd, un anno e mezzo fa, lanciò l’ipotesi di un accordo transitorio per una giunta di salute pubblica. All’epoca la proposta, arrivata dal capogruppo Antonio Di Rienzo, non venne accolta dalla maggioranza che invece rinserrò i ranghi. A cambiare adesso il quadro politico è stata l'uscita dalla maggioranza del gruppo di Avanti Sulmona e le dimissioni dell’assessore di riferimento Antonio Angelone. La volta scorsa furono, invece, le dichiarazioni in aula dei consiglieri comunali Andrea Ramunno e di Fabio Pingue (nuovamente in rotta con la Casini) a spingere il primo cittadino a rassegnare le dimissioni che poi ritirò al termine dei 20 giorni concessi dalla legge per l’eventuale ripensamento. Intanto questa mattina si riunirà l'Ufficio di presidenza del consiglio comunale, presieduto da Katia Di Marzio. Non è stata però convocata, la conferenza dei capigruppo consiliari. Segno che la convocazione del consiglio comunale, chiesta dal gruppo del Pd, ci sarà con tutta probabilità solo dopo il 24 febbraio, quando sarà scaduto il termine per poter andare ad elezioni anticipate a maggio. Se passerà la proposta del Pd di una giunta a termine di salute pubblica il sindaco sarà comunque obbligato a rimettere mano alla composizione della giunta. Un sacrificio che il sindaco dovrebbe accollarsi per scongiurare le elezioni anticipate ma che non trova d’accordo il resto della maggioranza.
Insomma, la situazione è tutt’altro che semplice e il sindaco avrà molto da fare per convincere 9 consiglieri comunali a darle fiducia. Ma probabilmente potrà contare sulle perplessità di tanti a cimentarsi con un ritorno alle urne in tempi troppo ravvicinati. (c.l.)
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