Il Pd rilancia: l’ospedale sia struttura di primo livello

21 Aprile 2020

SULMONA. L’ospedale di Sulmona struttura di primo livello e quelli di Popoli e Castel di Sangro presìdi ospedalieri di base. Il circolo sulmonese del Partito democratico rilancia la proposta per...

SULMONA. L’ospedale di Sulmona struttura di primo livello e quelli di Popoli e Castel di Sangro presìdi ospedalieri di base. Il circolo sulmonese del Partito democratico rilancia la proposta per dotare l’Abruzzo interno di tutti quei servizi, con relativo personale sanitario, che rispondano alle esigenze di cura di una popolazione di prossimità. Per il segretario del circolo cittadino Franco Casciani, la pandemia in atto ha rivelato come nel campo della sanità già da tempo «quella pubblica ha lasciato progressivamente il campo a un depauperamento delle sue strutture operative. È stata questa l’evoluzione della sanità pubblica in Abruzzo e in ispecie sul nostro territorio dove, si è proceduto a tagli selvaggi», afferma Casciani, «che hanno prodotto come conseguenza il declassamento dell’ospedale di Sulmona, e il pratico svuotamento delle altre strutture di Popoli e Castel di Sangro». Oggi più di prima, secondo il Pd, «appare quantomai opportuno ripensare l’organizzazione dei presìdi sanitari, per puntare a ridisegnare un servizio sanitario territoriale efficace a favore della collettività del Centro Abruzzo». Alla proposta della riqualificazione dell’ospedale sulmonese il Pd aggiunge quella di una nuova Asl tra Sulmona, Popoli e Castel di Sangro. «Il bacino di utenza di tale servizio, tra Sulmona, Popoli e Castel di Sangro, rivolto essenzialmente a popolazioni delle aree interne e, quindi, sostanzialmente svantaggiate da una serie di condizioni oggettive, a partire da quelle geomorfologiche a quelle socio-economiche, potrebbe riguardare circa settantamila cittadini ricompresi tra i territori dell’Alto Sangro e quelli dell’Alto Pescara», sottolinea il Pd. «Tale assetto potrebbe trovare la sua organizzazione sistemica con la previsione di una Asl specifica la cui costituzione in virtù della legislazione vigente, non troverebbe ostacoli di natura normativa e quindi dipenderebbe esclusivamente da una volontà politica lungimirante. Amministratori, dunque, che pongano al centro della loro azione di governo l’interesse primario del riequilibro dei territori», conclude Casciani, «sotto ogni profilo». (c.l.)
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