Il Pd: «Sull’attacco hacker disastro del centrodestra»

27 Maggio 2023

L’AQUILA. Mentre gli hacker del gruppo Monti continuano a tenere sotto scacco la rete informatica della Asl aquilana, si fa sempre più acceso lo scontro politico in merito alla gestione dell’emergenza...

L’AQUILA. Mentre gli hacker del gruppo Monti continuano a tenere sotto scacco la rete informatica della Asl aquilana, si fa sempre più acceso lo scontro politico in merito alla gestione dell’emergenza. Dopo quella all’ospedale San Filippo e Nicola di Avezzano, il Partito democratico abruzzese ha organizzato un’altra visita ispettiva, stavolta al San Salvatore dell’Aquila. Il senatore Michele Fina rompe gli indugi: «L’amministrazione sapeva dei deficit di sicurezza e della vulnerabilità e non ha fatto niente per migliorare il livello di protezione». Rilancia il segretario provinciale Francesco Piacente: «Appare sempre più evidente come la sanità sia il più grande fallimento del governo regionale della destra di Marsilio e della Verì». Anche il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci riconduce il furto dei 522 gigabyte di dati sensibili alla gestione politica della salità abruzzese: «L’attacco hacker è solo la punta dell’iceberg di una mala gestio della politica sanitaria regionale». Alla visita ispettiva dei dem hanno partecipato anche il consigliere comunale dell’Aquila, Stefano Albano, e la portavoce delle Democratiche, Eva Fascetti. Fina torna anche sul botta e risposta tra la direzione della Asl e il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri: «La recente dichiarazione di Sospiri è inquietante e aggrava la nostra denuncia sulle evidenti responsabilità politiche del disastro». E ancora: «L’attenzione va tenuta alta perché», continua il senatore, «ne va del diritto alla salute dei cittadini. La gestione della sanità dell’amministrazione Marsilio è deficitaria e per di più opaca nella divulgazione delle necessarie informazioni». Il consigliere Pietrucci elenca le recenti criticità affrontate dalla Asl aquilana sotto la presidenza Marsilio: «La politica sanitaria regionale ha visto negli anni sbilanciare risorse a vantaggio di altri territori e a danno delle aree interne, a partire dalle risorse Covid, passando per quelle dell'edilizia sanitaria fino alla mancata individuazione di una soluzione per la stabilizzazione del precariato della Asl». Albano spiega: «Abbiamo deciso di fare un sopralluogo ispettivo, come nelle nostre funzioni istituzionali, per portare la nostra solidarietà al personale sanitario e amministrativo che da 30 giorni con abnegazione assicura il servizio ai pazienti coprendo le falle della filiera di governo a trazione Fratelli d'Italia. Dobbiamo purtroppo constatare come il centrodestra sia nel caos più totale, non solo incapace di far fronte alla vicenda, chiudendosi a riccio senza dare risposte ai cittadini, ma soprattutto contraddicendosi pesantemente». Non manca l’attacco al direttore generale della Asl, Ferdinando Romano: «Racconta una Asl perfetta, che ha ripristinato a suo dire i servizi ai cittadini come prima dell’attacco hacker. Ribadiamo ancora una volta che ci aspettiamo le dimissioni dell’assessore regionale Verì e del manager Romano». Fascetti rimarca: «Da un mese abbiamo posto 3 domande precise per sapere cosa era stato messo in campo per tutelare i dati dei pazienti ma non abbiamo avuto risposta, come del resto la cittadinanza».
Sull’attacco hacker è tornato anche il consigliere di L’Aquila Nuova, Paolo Romano: «Il problema dell’hackeraggio è un fallimento amministrativo del management della Asl che è scelto dalla politica: l’uno e l’altra devono interrogarsi sulla strada più dignitosa da perseguire per risolvere la situazione». (l.p.)
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