Il piccolo ha 8 anni, in città ha frequentato la materna e le elementari
La vicenda del bambino avezzanese di 8 anni ha varcato i confini dell’Abruzzo, diventato un vero caso nazionale. Le mamme marsicane, infatti, si sono rivolte a diversi media, tra cui alla...
La vicenda del bambino avezzanese di 8 anni ha varcato i confini dell’Abruzzo, diventato un vero caso nazionale. Le mamme marsicane, infatti, si sono rivolte a diversi media, tra cui alla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?” di Raitre. Nella puntata andata in onda è stata contestata la modalità con cui il bambino è stato prelevato. Una scena molto dura tanto da aver segnato i presenti, fino a spingere il gruppo di mamme avezzanesi a presentare due denunce, una prima richiesta era stata inviata al Tribunale per i minorenni dell’Aquila mentre l’altra al Garante per l’infanzia. La trasmissione televisiva di Raitre, che si occupa di persone scomparse e di casi di cronaca, sta seguendo la vicenda. In tv le mamme avezzanesi hanno sottolineato il timore delle ripercussioni sugli altri bambini a causa delle modalità di prelevamento del bambino davanti alla scuola. Hanno spiegato di conoscere bene il bambino, dato che ha frequentato due anni di scuola materna e tre di scuola elementare, sempre ad Avezzano, e lo descrivono come «un bambino sereno, tranquillo, educato, ordinato, dolce, di compagnia, solare e allegro».
«Siamo profondamente in ansia per lui», hanno dichiarato in tv, «siamo rimasti tutti sgomenti e molto arrabbiati da tanta brutalità perché non è questo il modo di proteggere i bambini».
Anche nella lettera a cui ha risposto il Garante si parlava di «aberrante allontanamento che determina sicuramente nel bambino disorientamento e paura, facendogli perdere tutte le sue certezze e le sue sicurezze che fino a quel momento hanno costituito il suo mondo». Il dirigente coordinatrice dell’ufficio dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Cristiana Corinaldesi, aveva inoltrato il documento dei genitori di Avezzano al Tribunale per i minorenni e alla Procura per i minorenni dell’Aquila.
«Siamo profondamente in ansia per lui», hanno dichiarato in tv, «siamo rimasti tutti sgomenti e molto arrabbiati da tanta brutalità perché non è questo il modo di proteggere i bambini».
Anche nella lettera a cui ha risposto il Garante si parlava di «aberrante allontanamento che determina sicuramente nel bambino disorientamento e paura, facendogli perdere tutte le sue certezze e le sue sicurezze che fino a quel momento hanno costituito il suo mondo». Il dirigente coordinatrice dell’ufficio dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Cristiana Corinaldesi, aveva inoltrato il documento dei genitori di Avezzano al Tribunale per i minorenni e alla Procura per i minorenni dell’Aquila.

