Il prefetto “riapre” gli uffici comunali

12 Marzo 2020

Cinzia Torraco ha bocciato le ordinanze dei sindaci: «Non sono in linea con le direttive nazionali»

L’AQUILA. I sindaci che hanno ordinato la chiusura degli uffici comunali al pubblico, dovranno riarganizzarsi e rivedere le loro decisioni, in base a quanto stabilito dal prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco. Che ha trasmesso ai diretti interessati la comunicazione di avere annullato le ordinanze emesse dai primi cittadini.
Il provvedimento riguarda l’intera provincia dell’Aquila.
Così recita il testo del provvedimento inviato ai sindaci e ai commissari del Comuni e al presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani per l’Abruzzo.
«Si fa seguito alla circolare di questo Ufficio di gabinetto n. 13048, in data 5 marzo scorso, concernente l’oggetto, con la quale è stato tra l’altro raccomandato alle SS.LL. di voler concordare con la Prefettura il contenuto degli eventuali provvedimenti contingibili ed urgenti che si intendessero emanare nella materia in argomento. Al riguardo», prosegue il provvedimento del prefetto Torraco, «si rappresenta che dall’esame di numerose ordinanze sindacali è emerso che sono state adottate misure di chiusura al pubblico degli uffici comunali e che detta prescrizione non appare in linea con le direttive emanate a livello nazionale. Ciò premesso», aggiunge il rappresentante del governo, «si invitano le SS.LL. che abbiano impartito direttive non conformi a voler rimodulare i provvedimenti in parola revocando la misura della chiusura al pubblico degli uffici comunali e provvedendo, nel contempo, ad adottare le ormai consuete misure precauzionali quali: disciplina contingentata degli accessi; rimodulazione degli orari; appuntamenti telefonici e/o interlocuzioni/corrispondenza tramite i canali informatici; installazione/adozione di dispositivi fisici di distanziamento e di protezione degli operatori (ad es. vetri divisori)».
Per quanto riguarda il Comune dell’Aquila, il sindaco Pierluigi Biondi ha ribadito con forza di non avere emesso «alcun provvedimento di chiusura degli uffici comunali», bensì soltanto «un accorpamento di alcuni uffici per garantire maggiore sicurezza al personale dipendente e agli utenti». In particolare, sono stati accorpati gli uffici aperti al pubblico che non avevano nessuna protezione divisoria tra dipendente e utente.(v.p.)
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