Il premier Draghi torna in Abruzzo e celebra le scienziate del Gran Sasso

Il presidente del Consiglio dei ministri sarà accompagnato da Giorgio Parisi, premio Nobel della Fisica Giornata dedicata alle donne impegnate nella ricerca: «Ringrazierò le tante lavoratrici per l’impegno»
L’AQUILA. Ha scelto i Laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso il premier Mario Draghi per celebrare la Giornata mondiale delle donne e delle ragazze nella scienza. Il presidente del Consiglio dei ministri arriverà all’Aquila mercoledì 16 febbraio, come annunciato ieri al termine del consiglio dei ministri. Superare il gap di genere nella comunità scientifica internazionale è l’obiettivo che sette anni fa hanno portato l’Organizzazione delle Nazioni Unite a istituire, l’11 febbraio, una giornata dedicata alle ricercatrici, che operano nelle discipline Stem. Anche per superare i condizionamenti sociali che ancora allontanano tante ragazze dagli studi scientifici. Per Draghi si tratta della seconda visita da premier, nell’arco di pochi mesi, nel capoluogo abruzzese.
ANCHE IL PREMIO NOBEL
«Voglio unirmi alle celebrazioni per la Giornata mondiale delle donne e ragazze in scienza e per questo mercoledì sarò con il premio Nobel, Giorgio Parisi, al Laboratorio nazionale del Gran Sasso per incontrare le tante lavoratrici e ringraziarle per l’impegno», ha annunciato Draghi. L’ufficio comunicazione dei Laboratori è stato avvisato della visita solo ieri mattina, senza ulteriori dettagli sull’orario in cui arriverà da Roma il presidente del Consiglio dei ministri, che sarà accolto dal direttore dei Laboratori, Ezio Previtali, e dal presidente dell’Infn, Antonio Zoccoli. Draghi sarà accompagnato da un amico storico dell’équipe dei Laboratori, il premio Nobel Parisi, che guiderà il premier alla scoperta degli esperimenti e delle ricerche in atto nelle viscere del Gran Sasso. Non è certo se, dopo l’omaggio alle ricercatrici dei Laboratori, Draghi si sposterà in città per un incontro con le istituzioni.
DONNE NELLA SCIENZA
Equità e inclusione: sono questi i cardini per rompere i pregiudizi e gli ostacoli all’origine del divario che ancora esiste nel mondo della ricerca, dove gli uomini sono ancora in netta maggioranza. Sebbene stia progressivamente aumentando il numero delle ricercatrici, la parità di genere nel mondo della ricerca è un obiettivo che richiede ancora molto lavoro. Ancora oggi, rileva l’Onu sul sito dedicato alla Giornata, le donne sono il 33,3% dei ricercatori e sono presenti solo per il 12% nelle Accademie scientifiche. È una disparità che si prospetta anche nel futuro, considerando quanto poco le donne siano rappresentare in settori emergenti, come l’intelligenza artificiale, dove solo un professionista su cinque (22%) è donna, e sono ancora poche le donne che si laureano in ingegneria ( 28%) e in informatica (40%). Tra le iniziative del “Women in science day, ResearcHer-Prospettive di scienza”, organizzata da Università dell’Aquila e Gran Sasso Science Institute e quelle dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, da sempre impegnato nell’orientamento delle giovani generazioni alle scelte future.
LE RICERCATRICI
Nei Laboratori di fisica nucleare il 25-30% dei ricercatori è donna: una media che ricalca quella di altri centri di ricerca italiani e mette in luce come, nel campo della fisica, la quota femminile sia più rilevante nel nostro Paese rispetto al resto dell’Europa. Di scienziate di altissimo livello l’Istituto di fisica nucleare ne ha avute molte, tra cui vale la pena citare Elena Aprile, della Columbia University, a capo dell’esperimento Xenon, e Lucia Votano, prima direttrice donna dei Laboratori del Gran Sasso, dal 2009 al 2012. A loro e alle tante giovani ricercatrici che fanno grande la comunità scientifica rivolgerà un saluto il premier.
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