Il prete anticamorra ai giovani: «Usate l’arma della parola»

Premio Borsellino, il messaggio di don Aniello all’Emiciclo Molte le domande dei ragazzi all’ex parroco di Scampia
L’AQUILA. «Usate sempre l’arma della parola e mai quella del silenzio». Arriva diretto ai giovani l’ammonimento di don Aniello Manganiello, il prete anticamorra di Camposano, ex parroco di Scampia, durante la 24esima edizione del Premio nazionale “Paolo Borsellino” tornato ieri a fare tappa all’Aquila, dopo diversi anni. Il parroco ha incontrato ieri, a palazzo dell’Emiciclo, circa trecento giovani grazie all’iniziativa della scuola secondaria di primo grado “Dante Alighieri”. Una platea composta da tutti i ragazzi della Dante e da una rappresentanza delle altre scuole superiori del polo di Collesapone: licei Scientifico e Musicale e Itis. «Si è trattato del coronamento di un progetto triennale sulla legalità iniziato con il ministero dell’Istruzione» ha spiegato la preside della Dante, Antonella Conio. «Dal punto di vista didattico non è stata un’iniziativa estemporanea, ma la conclusione di un iter che ha gettato le premesse per l’avvio di altri percorsi didattici». I ragazzi coinvolti sono stati prevalentemente quelli delle terze classi della scuola media, «per creare un ponte con gli studenti delle scuole superiori» come ha sottolineato la dirigente. I giovani della scuola media hanno approfondito il libro di don Aniello “Gesù è più forte della camorra”e hanno rivolto direttamente delle domande al prete anticamorra. «Ogni terza classe ha sviluppato una propria monografia», ha continuato la Conio, «un aspetto particolare del testo. Si è trattato di un lavoro davvero interessante che ha coinvolto molto i ragazzi». La rassegna per la legalità e l’impegno civile quest’anno ha come tema “Gli uomini passano, le idee restano e camminano su altre gambe”. Nella sala ipogea dell’Emiciclo, dopo i saluti di Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale si sono avvicendati Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila; Giuseppe Linardi, prefetto Edoardo Alesse, rettore dell’Università e Antonella Tozza, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per l’Abruzzo. Insieme a don Aniello Manganiello, garante del premio Borsellino e alla Conio ha tenuto un intervento anche Lina Maria Calandra, docente del dipartimento di Scienze Umane dell’Università.
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