Il questore: più agenti nelle strade per la città un segnale di sicurezza

2 Luglio 2021

Il dirigente torna anche sul tema movida: «Sì alla ripartenza, non è negativa, ma rispettate le regole Non si può fare questo mestiere dietro lo schermo di un computer, è importante stare tra la gente» 

L’AQUILA. «Il poliziotto non si può fare da dietro un pc, ma stando in strada a contatto con le persone, che hanno bisogno di vedere e sentire la nostra presenza». Per il nuovo questore dell’Aquila, Enrico De Simone, indossare la divisa significa prima di tutto capire i disagi dei cittadini, percepirne in anticipo le richieste di sicurezza e consolidare con loro un rapporto di fiducia. Una concezione del mestiere maturata negli anni trascorsi negli ambienti delle squadre mobili e delle volanti. «La gente», ha detto De Simone alla stampa nella sua prima uscita pubblica dal conseguimento del nuovo incarico, «deve sapere che, se succede qualcosa, noi ci siamo. Per questo darò massima attenzione agli uffici operativi e alla Volante». Essere più presenti sul territorio e usare la visibilità degli agenti come fattore rassicurante: saranno questi i principi che guideranno il mandato del nuovo questore. Che, sulla sicurezza del centro storico e la cosiddetta «movida molesta», afferma: «Le regole vanno rispettate, ma non farò lo sceriffo».
LA CARRIERA. 61 anni, nato a Pescara, De Simone, vanta una lunga esperienza sul fronte investigativo, avendo diretto, tra le altre cose, la questura di Enna, la squadra mobile di Reggio Emilia e Chieti e la sezione omicidi di Roma. Prima di insediarsi all’Aquila, è stato per cinque anni questore a Teramo. Più che un arrivo, tuttavia, il suo è un ritorno, visto che, a fine anni Ottanta, nella questura dell’Aquila aveva ricoperto l’incarico di direttore dell’ufficio personale. «Appena arrivato ho fatto una passeggiata per la città», ha raccontato, «l’ho trovata diversa da come la ricordavo ma ho avuto una sensazione molto positiva».
«MOVIDA FATTO POSITIVO». Proprio parlando del centro storico, De Simone ha negato che esista un’emergenza sicurezza: «La movida non è un fatto negativo, portatore di devianza e violenza. Ritengo invece che, soprattutto in una città come questa, che si sta riorganizzando, sia un segnale fondamentale di ripartenza. La strategia che intendo adottare è la stessa che ho applicato a Teramo, anche se sono due realtà diverse perché lì dovevamo controllare anche 60 km di costa. Parliamo di una gioventù che sta uscendo da un lockdown durato a lungo e che ha foga di riappropriarsi dei propri spazi. Vedo una positività in questo fenomeno e non è mia intenzione limitarlo. È chiaro, però, che le regole, sugli assembramenti, le disposizioni sanitarie e la pubblica sicurezza vanno rispettate e adopererò tutti i mezzi a mia disposizione affinché ciò accada. Quindi sì ai controlli ma senza esibizioni di muscoli né azioni da sceriffo. Ci sarà un monitoraggio continuo degli eventi e tutte le decisioni saranno prese sotto la guida del prefetto insieme a tutti gli altri componenti del Comitato di ordine e sicurezza pubblica».
«PIÙ PRESENZA». «Nella mia carriera», ha ricordato De Simone, «ho fatto tanta esperienza di squadra mobile, nella lotta al crimine e al terrorismo, sia politico che islamico, per cui ho una particolare sensibilità sul tema del controllo del territorio. Da questo punto di vista, il ruolo delle volanti è importantissimo. Tra i cittadini la paura aumenta, malgrado i numeri dicano che c’è stato un crollo di tutti i reati. La percezione dell’insicurezza dipende da fattori emotivi e psicologici ma per rassicurare non basta citare le statistiche. Il cittadino vuole vedere la divisa, il poliziotto in carne e ossa. Dobbiamo essere presenti, pronti a intervenire, se necessario. La figura del poliziotto di strada, purtroppo, è venuta un po’ meno per l’uso eccessivo degli strumenti informatici. Ma non si può fare questo mestiere solo da dietro un pc, bisogna stare tra la gente. Dobbiamo riappropriarci della piazza e del territorio, far percepire la nostra presenza in modo continuativo. Quindi farò in modo che ci sia più personale possibile in strada, dando massima attenzione agli uffici operativi e alla volante, che è il nostro vero biglietto da visita».
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