Il questore: porto la città nel cuore

Il congedo di D’Anna: «Territorio sano, ma mai abbassare la guardia»
L’AQUILA. «Lascio L’Aquila, ma la città resterà per sempre nel mio cuore».
Il questore Orazio D’Anna (nella foto) ieri mattina ha incontrato la stampa per salutare, attraverso di essa, tutti i cittadini della Provincia e le istituzioni locali – dalla prefettura ai Comuni più piccoli – con i quali, ha detto, «c’è stata intensa collaborazione e condivisione dei problemi sul tappeto». D’Anna va via dal capoluogo d’Abruzzo dopo appena 18 mesi e la cosa ha suscitato un bel po’ di interrogativi legati soprattutto a un possibile declassamento della sede aquilana. Il questore ha detto che parlare di declassamento è sbagliato e ha spiegato che un mese fa è diventato operativo un decreto che ridisegna la mappa della sicurezza in Italia e individua 14 città metropolitane più altre 8 assimilabili alle città metropolitane che saranno guidate da un dirigente generale. L’Aquila non è fra le 22 e quindi da oggi in poi la questura sarà guidata da un dirigente superiore. Essendo D’Anna già da tempo dirigente generale per adesso sarà a “disposizione” del ministero dell’Interno, ma è probabile che nel giro di qualche mese verrà destinato proprio a una città metropolitana. Dal punto di vista operativo, ha tenuto a precisare il questore, per L’Aquila non cambia nulla, si tratta solo di una riorganizzazione “tecnica”. La scelta delle città metropolitane (e assimilate) è avvenuta in base a una serie di parametri fra cui il numero di abitanti e l’incidenza della criminalità.
«Lascio un territorio sostanzialmente sano e che ha saputo contrastare, anche grazie alla prefettura, alla magistratura e alle forze dell’ordine tentativi di infiltrazione criminale nel grande affare della ricostruzione. Questo non significa che tutto fila liscio. L’attenzione deve essere e restare costante, i pericoli sono sempre dietro l’angolo», ha sottolineato. D’Anna ha poi messo in evidenza alcune emergenze di tipo “sociale” che vanno dalla diffusione delle sostanze stupefacenti (incisivi durante il suo mandato sono stati i controlli nelle scuole), alla violenza in famiglia, allo stalking, alla violenza di genere.
«Su queste emergenze registriamo segnali positivi», ha detto. «Ora la gente si fida di noi, denuncia di più sia direttamente che attraverso terze persone che vengono a sapere di situazioni familiari complicate. Io ho sempre creduto molto nella collaborazione dei cittadini e ho cercato in questi mesi di buttare un seme per progetti in cui proprio loro diventino sentinelle del territorio e, attenzione, non parlo di ronde o sceriffi improvvisati, ma parlo di iniziative coordinate dagli enti territoriali in collaborazione con le forze dell’ordine e soprattutto con le polizie locali, progetti che vadano nella direzione di aumentare la sicurezza e la sua percezione». «In questi mesi», ha concluso, «ho partecipato a molte inaugurazioni di monumenti e palazzi storici, la rinascita post-sisma è ormai a buon punto”. Lunedì mattina conferenza stampa del nuovo questore Gennaro Capoluongo.
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