Il questore: «Reati in flessione grazie ai controlli preventivi»
Bilancio del 2015: calano furti e rapine anche in provincia, ma resta alto il consumo di droga Ci sono nuove indagini contro la corruzione. Molto lavoro per gestire i 450 rifugiati politici
L’AQUILA. In città i furti sono scesi del 10% in un anno, anche se destano sempre forte allarme sociale; ci sono casi di corruzione dovuti anche alla ricostruzione post-sisma a fronte di indagini serrate mentre la droga circola soprattutto tra i giovani. Tanti, forse troppi, gli stalker. Questa la “fotografia” del capoluogo di regione tracciata dai vertici della polizia sulla base dei dati raccolti nell’anno 2015. I reati sono calati anche in relazione a un aumento dell’attività preventiva.
A illustrarli, in un incontro con la stampa, il questore Alfonso Terribile, il capo di gabinetto Alessandro Gini, i responsabili della squadra Mobile e della Volante, Maurilio Grasso e Nicola Di Pasquale, la direttrice della divisione Anticrimine Maria Gabriella Ligregni, e il dirigente dell’Ufficio Immigrazione Giancarlo Ippoliti.
«È vero che i cittadini sono infastiditi dai reati di natura predatoria, ma attraverso il sistema Sdi, uno dei migliori d’Europa, ne abbiamo registrato una flessione sia in città, sia in provincia», ha sottolineato il questore, che vede una possibile causa di ciò «nell’aumento delle pattuglie». «È comunque riduttivo parlare della polizia solo quando si parla di furti: oggi svolgiamo un ruolo ben più ampio», ha detto il questore.
Il dirigente della Mobile Grasso ha fatto notare che «dal trend dei reati che vengono commessi per la maggior parte in città sappiamo che la droga è molto presente e, da operazioni come “Drugs in the city” vediamo che c’è anche tra i ragazzi. Quanto alla corruzione siamo molto attivi in fase repressiva». Sulla presenza di un sistema L’Aquila per il malaffare nella ricostruzione, da sempre escluso dall’autorità giudiziaria, Terribile ha fatto notare che «il post-sisma attira gli appetiti criminali, ma “sistema L’Aquila” sono due parole che ho letto sulla stampa».
Per Grasso, comunque, «c’è un sistema inteso come modus operandi, non come cupola e organizzazione, che, però, riguarda l’Italia intera».
Nel corso dell’incontro si è parlato dell’esistenza anche di altre indagini contro la corruzione, ma ancora in fase di definizione.
DATI.Ne sono stati forniti tanti. I furti denunciati in provincia sono scesi, in un anno, da 3.666 a 3.281, mentre per il capoluogo di regione sono passati da 1.254 a 1.168. Anche gli arresti e denunce sono in calo, visto che in provincia sono stati 689 nel 2015 e 557 lo scorso anno. In città sono stati 81 gli arresti e denunce nel 2015 a fronte dei 123 dell’anno seguente. Di rapine, nello scorso anno, se ne sono contate 10 all’Aquila e 49 in provincia a fronte di 12 in città e 72 in provincia nel 2014. Nel complesso i reati sono calati tutti. Nella provincia, in un anno, sono diminuiti passando da 7.653 a 7.375. Più analiticamente, può dirsi che sono di meno anche i furti negli esercizi commerciali: all’Aquila si è passati da 138 nel 2014 a 88 nel 2015. Simile il trend per la provincia. Se i reati sono in calo, non è che ci sia calma piatta. Grasso, per esempio, ha ricordato che ci sono stati 28 stalker indagati, otto violenze sessuali, 23 casi di maltrattamenti anche se si registra un solo omicidio.
IMMIGRAZIONE. Molto lavoro per l’ufficio immigrazione per l’aumento della presenza straniera che è di 14.510 persone in provincia mentre un anno fa se ne contavano 13.255. I marocchini sono in maggioranza nella Marsica, i macedoni nell’Aquilano e gli albanesi in Valle Peligna. Ora ci sono 450 stranieri che hanno chiesto lo status di rifugiato. Provengono da Nigeria, Bangladesh, Ghana, Gambia, Mali.
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