Il racconto choc del sopravvissuto «Simone non ci rispondeva più»

Il 28enne di Tivoli resta grave in Rianimazione. L’amico Cristian: «Stavamo scherzando, poi il lampo» Con l’altro ragazzo romano Manuel è stato il primo a soccorrerlo: «Paralizzati, lui non respirava»
L’AQUILA. «Un lampo, poi la fiammata rossa. Ti sembra di fluttuare nell’aria. Poi hai le gambe paralizzate. Ma la cosa peggiore è, quando riacqusisci la lucidità, scoprire che l’amico che è con te non risponde più». È, questo, il racconto choc di Cristian Damiani, il 24enne romano colpito sabato da un fulmine insieme a due degli amici con cui stava riscendendo a Campo Imperatore dopo una escursione ad alta quota sul versante aquilano del Gran Sasso. «Fortunatamente sto bene», dice. È stato lui, insieme a Manuel Annese, a soccorrere per primo il terzo ragazzo della comitiva, Simone Toni, il 28enne di Tivoli preso direttamente dal fulmine e che ancora lotta per la vita all’ospedale San Salvatore dell’Aquila.
Il 24enne racconta quanto successo in quei tragici istanti, dall’improvviso peggioramento meteo che li ha sorpresi e costretti a riscendere, fino al fulmine che li ha colpiti mentre erano all’altezza dell’osservatorio astronomico, a poche centinaia di metri dal parcheggio delle auto: «Nell’arco di un quarto d’ora o venti minuti ha cominciato a piovigginare, poi la pioggia ha aumentato sempre più di intensità. Noi, mentre scendevamo, stavamo ridendo e scherzando: da lì a pochi minuti saremmo entrati in macchina, avremmo mangiato un panino e poi ci saremmo messi in viaggio per tornare a casa. Mentre ne parlavamo, è comparso un lampo davanti ai nostri occhi».
Quindi l’esperienza diretta di chi vede un fulmine cadere a pochi centimetri: «Ho visto solo una fiammata rossa, mi sono contratto e piazzato in posizione fetale, sembrava come se stessi fluttuando in aria perché vedevo tutto intorno a 360 gradi. Quando ho ripreso lucidità ero seduto per terra». Poi ancora: «Io e Manuel per qualche istante abbiamo avuto le gambe paralizzate, quindi abbiamo strisciato verso Simone che era sdraiato a faccia in giù in una pozzanghera. Voltandolo abbiamo visto che non respirava e non aveva battito. Gli abbiamo praticato subito il massaggio cardiaco».
Quindi i due ragazzi, ancora sotto choc per quanto accaduto, si sono caricati l’amico in spalla e lo hanno spostato in una zona più facile da raggiungere per i soccorritori. Lì li hanno raggiunti i carabinieri e un operatore del Soccorso alpino. Poi è arrivato l’elicottero del 118 decollato da Preturo. «Siamo atterrati nel posto più vicino al paziente, le condizioni sono apparse critiche fin dall’inizio. Era in uno stato di incoscienza, a malapena riusciva a respirare, abbiamo dovuto stabilizzare le sue funzioni vitali, anche mettendolo in coma farmacologico», spiega uno dei soccorritori del 118. Il ragazzo è ricoverato in Terapia intensiva.
Ieri l’ultimo bollettino della Asl, che parla di condizioni sempre gravi, con conseguente mantenimento della prognosi riservata. I medici del reparto di Rianimazione dell’ospedale San Salvatore, dove il giovane è ricoverato, «assistono il paziente con tutte le terapie necessarie e con continui esami per avere un puntuale e costante monitoraggio delle sue condizioni».
Il 28enne è stato colpito da una violenta scarica elettrica che gli ha provocato anche delle ustioni di media entità su alcuni punti del corpo. In special modo intorno a una catenina che aveva al collo e che si è fusa, ma che forse ha assorbito parte della scossa.
Proprio per le ustioni, i medici aquilani restano in contatto con l’ospedale Sant’Eugenio di Roma.

