«Il raduno scout si poteva fare» La questura dà torto a De Rosa

5 Febbraio 2021

LUCO DEI MARSI. Il raduno scout del 22 dicembre poteva essere svolto, nonostante la pandemia. A confermarlo è stata la questura che, dopo la segnalazione arrivata dal sindaco di Luco dei Marsi,...

LUCO DEI MARSI. Il raduno scout del 22 dicembre poteva essere svolto, nonostante la pandemia. A confermarlo è stata la questura che, dopo la segnalazione arrivata dal sindaco di Luco dei Marsi, Marivera De Rosa, per un incontro che si è svolto poco prima di Natale in piazza Nassiriya tra i capi scout e i lupetti, ha chiarito il punto. La vicenda aveva sollevato aspre polemiche tra De Rosa, che nel giorno del raduno aveva mandato i carabinieri, e gli organizzatori.
«Lunedì primo febbraio il gruppo scout di Luco dei Marsi ha ricevuto la notifica dalla questura dell’Aquila, a firma del capo di gabinetto Sandro De Angelis, che le attività scout possono essere svolte al chiuso o all’aria aperta», hanno chiarito dal gruppo scout di Luco, «finalmente chiusa la questione aperta dall’amministrazione comunale, che lo scorso 22 dicembre inviava una pattuglia di carabinieri in piazza Nassiriya ad accertare la legittimità dello svolgimento delle attività educative. De Rosa, nonostante i carabinieri accertavano la regolarità dell’attività che si svolgeva nel pieno rispetto della normativa vigente, il giorno successivo agli eventi, in qualità di autorità locale di pubblica sicurezza, ha inviato una segnalazione alla questura dell’Aquila in cui metteva a conoscenza il questore dei fatti accaduti».
Gli scout si sono rivolti a un legale.
«Nessuna violazione è stata da noi commessa», hanno concluso gli scout di Luco dei Marsi, «il gruppo agisce nel pieno rispetto della normativa, mai metterebbe a rischio la salute dei propri ragazzi, non siamo degli irresponsabili, siamo educatori che da oltre 30 anni si mettono al servizio dei bambini, dei ragazzi, dei giovani e del paese intero. Lo facciamo fedeli alla nostra promessa scout, donando il nostro tempo, la nostra professionalità, il nostro amore. A causa di quanto accaduto abbiamo dovuto interrompere le attività, privando i nostri ragazzi di momenti di crescita educativa, confronto e incontro, ancora una volta a pagare per scelte arbitrarie sono stati i ragazzi. Ma abbiamo deciso di riprenderle e con coraggio andiamo avanti». (e.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .