Il Riesame dissequestra i beni di Aratari

Processo per i falsi certificati, l’avvocato difensore Valentini: questo vuol dire che il fatto non sussiste
AVEZZANO. Sono stati dissequestrati dal tribunale del Riesame dell’Aquila tutti i beni di Arnaldo Aratari, ex professore e patron del centro di riabilitazione Medisalus di Gioia dei Marsi.
La Guardia di Finanza gli aveva sequestrato beni per oltre 200mila euro, poiché accusato di avere «richiesto e ottenuto lo stato di invalidità attestando false patologie con documenti spesso carenti anche di adeguata documentazione sanitaria».
Nel processo di primo grado, ad Avezzano, c’era stato un dissequestro parziale di quote e una parte di denaro. Il Riesame (presidente Alessandra Ilari) ha dissequestrato tutto il denaro e gli immobili, oltre alle quote che fanno capo ad Aratari e alla Medisalus.
L’operazione della Guardia di Finanza aveva portato al sequestro di beni per 205mila euro.
«Questa decisione del Riesame», ha sottolineato il legale di Aratari, l’avvocato Antonio Valentini, del Foro dell’Aquila, «significa che il reato che gli avevano addebitato non sussiste».
Il giudice del tribunale di Avezzano Maria Proia, dopo avere esaminato la richiesta dei difensori Valentini e Dario Visconti – anche quest’ultimo del Foro dell’Aquila – aveva disposto la restituzione di quanto sequestrato, con particolare riferimento alle quote societarie della struttura sanitaria Medisalus, dei ratei pensionistici e dell’autovettura di Aratari, una Fiat Panda.
Una decisione adottata dopo l’esito della consulenza tecnica, disposta nel corso dell’incidente probatorio, che ha riconosciuto l’effettiva sussistenza della patologia lombosacrale di Aratari. Il pubblico ministero si era opposto al dissequestro.
Sul fronte del procedimento penale a carico di Aratari, va avanti l’iter processuale, con la fase di incidente probatorio, che ha lo scopo di cristallizzare le prove.
Era stato disposto un ulteriore accertamento riguardo alle altre patologie. In particolare è stata fissata alla fine di novembre l’integrazione del quesito peritale. Il giudice ha invitato il consulente a precisare se le patologie (ipertensione arteriosa, rinosinusite e sindrome ansiosa depressiva) siano attualmente riscontrabili anche all’esito di esami diagnostici e dell’eventuale visita del paziente.
L’udienza con incidente probatorio dovrebbe tenersi il 26 novembre.
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