Il Riesame dissequestra quattro milioni

Accolto il ricorso di un commerciante accusato di aver nascosto al Fisco beni e valori tramite una società di comodo
L’AQUILA. Colpo di scena nell’inchiesta a carico di un commerciante aquilano, Oreste Cimoroni, cui erano stati sequestrati, su decisione del gip, valori e beni per 4 milioni. L’accusa è quella di aver costituito un trust per sottrarre i suoi beni alle procedure esecutive relative a cartelle esattoriali emesse dal Fisco.
La costituzione di un trust, istituto tipico introdotto dal diritto anglosassone, e la successiva immissione di immobili e disponibilità finanziarie, ha l’effetto di rendere i beni patrimonialmente indipendenti e di proteggerli da possibili sequestri.
Ieri mattina il tribunale del Riesame ha annullato il provvedimento del gip con una decisione emessa dal collegio formato da Alessandra Ilari, Christian Corbi, Sterfano Iannaccone, che è anche giudice estensore.
Il ricorso, dopo il provvedimento emesso il 6 dicembre scorso, era stato presentato dagli avvocati Antonio Valentini e Sabrina Altamura.
L’accusa, come detto, poggiava su un presunto uso fraudolento del trust.
Le investigazioni di natura economico-finanziaria avrebbero permesso, secondo le tesi degli uomini del Comando provinciale delle Fiamme Gialle, di individuare il sospettato, che, a fronte di cartelle esattoriali emesse nei suoi confronti per oltre quattro milioni di euro, si sarebbe spogliato del proprio patrimonio immobiliare al fine di sfuggire alle misure di riscossione coattiva avviate dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione (già Equitalia).
Ora queste tesi sembrano sconfessate dal tribunale del Riesame e Cimoroni è tornato in possesso dei suoi beni e valori.
Gli atti sono stati rinviati alla Procura della Repubblica per le determinazioni susseguenti a questa decisione che sembra cambiare le carte in tavola.
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