Il Riesame: la funzionaria fedele al sistema Piccone

30 Aprile 2021

Ecco le motivazioni che hanno portato all’interdittiva di sei mesi per la Di Censo: «Aveva gli strumenti per cogliere la diffusa illegalità, non si è mai dissociata»

CELANO. «Uno dei funzionari più fedeli al sistema gestito da Piccone e Santilli». Viene descritta così dal Tribunale del riesame dell’Aquila, Daniela Di Censo, dirigente del settore finanziario al Comune di Celano, arrestata insieme al primo cittadino Settimio Santilli e all’ex vicesindaco Filippo Piccone nell’ambito dell'inchiesta sugli appalti comunali.
Riguardo alla posizione della Di Censo, la motivazione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano, Maria Proia, secondo il Riesame va integrata perché «dalle indagini emerge che la Di Censo è uno dei funzionari più fedeli al sistema gestito da Piccone e Santilli». Questo perché, «pur avendo tutti gli strumenti per cogliere la diffusa illegalità nella quale operava l’amministrazione, non ha mai avuto nulla da obbiettare sulle modalità clientelari di gestione della res publica, non risulta essersi mai dissociata dai decisori politici. Inoltre, anche nei confronti degli altri funzionari, non ha mai manifestato perplessità».
Secondo il collegio che ha riesaminato l’ordinanza del gip «occorre evidenziare che la Di Censo ha più volte assecondato le modalità illecite che erano diventate prassi a Celano, cercando altresì di favorire propri familiari, tanto che sono infatti contestate turbative nella scelta dei contraenti che avrebbero dovuto favorire Francesco Stornelli (cognato della Di Censo) e il suo socio Fabrizio Confortini». Quanto alle esigenze cautelari, secondo il Riesame «non sussistente il pericolo di inquinamento delle prove perché l’ordinanza non chiarisce quali siano gli atti di indagine ancora da svolgere (peraltro il termine delle indagini appare scaduto) e la cui genuinità occorre preservare». La dirigente era stata sottoposta agli arresti domiciliari dal gip. Sulla scelta della misura cautelare, il Riesame ha sostituito tale misura con una interdittiva di sei mesi. «Infatti i reati contestati», aggiunge il Riesame, «postulano tutti l’abuso della qualità di dipendente della pubblica amministrazione e fanno ritenere che, privata dell’ufficio pubblico, la Di Censo non possa ulteriormente delinquere».
A giorni, intanto, sarà presentata dalla difesa del sindaco Settimio Santilli, sospeso ma ancora in carica, e di Filippo Piccone, che si è già dimesso, il ricorso in Cassazione contro il provvedimento di divieto di dimora a Celano, a cui i due sono stati sottoposti dopo la scarcerazione.
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