Il ritorno dei quaranta nel Pd: aria da resa dei conti a Sulmona

La commissione regionale del partito conferma l’iscrizione del gruppo guidato da Bruno Di Masci Stasera il congresso cittadino. Marinucci: «Non cerchiamo vendette, né vogliamo spaccare i Dem»
SULMONA. «Non portiamo avanti alcuna intenzione di vendetta, né vogliamo spaccare un partito che qualcuno ha già ridotto ai minimi termini. Il nostro unico obiettivo è metterci al servizio dei cittadini insieme a tutti quelli che si riconoscono nei valori del Pd, nessuno escluso». Alla vigilia del congresso del circolo cittadino – questa sera – l’ex vicesindaco Luciano Marinucci, dell’amministrazione guidata da Peppino Ranalli, conferma che lui, insieme a tutti i 40 che l’attuale segretario del circolo sulmonese Franco Casciani non voleva reintegrare, saranno regolarmente presenti al congresso per votare la mozione di Stefano Bonaccini.
«Ma non con l’intenzione di litigare», dice Marinucci, «ma solo per poter esprimere un nostro sacrosanto diritto come tutti gli altri tesserati del Pd». A riportare dentro al circolo i fedelissimi dell’ex sindaco Bruno Di Masci è stato la commissione regionale di garanzia del Partito democratico che ha respinto il ricorso proposto dal segretario del circolo di Sulmona, Franco Casciani, contro il tesseramento dei dimasciani. «Si dispone di reiscrivere e di mantenere iscritti nell’anagrafe tenuta dall’Ufficio adesioni provinciale-territoriale e nell’anagrafe tenuta dal Dipartimento organizzazione nazionale, i soggetti indicati con l’attribuzione di ogni connesso diritto», si legge nel verbale sottoscritto dal presidente della commissione regionale di garanzia del Pd, Carlo Benedetti, il quale sottolinea che le motivazioni proposte da Casciani, «devono riguardare la posizione di ogni singolo richiedente escluso e necessitano della esplicita enunciazione dei presunti motivi di esclusione: la stessa motivazione, non può, pertanto, essere generica e collettivamente riferita a un gruppo sia pur circoscritto di persone». Secondo Casciani il gruppo dei 40 avrebbe svolto a vario titolo attività politica o sostenuto, promosso, collaborato con candidati e forze politiche apertamente in contrasto con la linea del Pd. Troppo generica la motivazione secondo l’organismo del Pd. Per quanto riguarda Bruno Di Masci, il fatto di essere stato espulso nell’ottobre del 2019 dal partito dopo l’adesione all’amministrazione Casini, e di essere coinvolto in un procedimento giudiziario in cui è imputato per diffamazione nei confronti dell’ex consigliere comunale della Lega, Roberta Salvati, non costituiscono motivo ostativo al suo tesseramento. La decisione della commissione di garanzia del Pd non è stata presa di buon grado dal segretario del circolo Casciani che è subito intervenuto contro la decisione della Commissione di garanzia invitandola a fare un passo indietro e «rispettare la tranquillità di un circolo del Pd che lavora per il bene della città e per l’affermazione della linea politica».
L'impressione è che questa sera alle 18, nella sede di corso Ovidio, farà molto caldo, con una sorta di resa dei conti tra il gruppo di Di Masci che voterà la mozione di Bonaccini e l’attuale gruppo dirigente del circolo cittadino, Casciani compreso, che ha sposato la mozione di Elly Schlein. (c.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

