Il ritorno di Daniela Stati: non lascio la politica

16 Maggio 2023

L’ex assessore regionale: «Sono stata umiliata, ora ho tanti programmi ma non penso a candidature»

AVEZZANO. «Il mio rispetto va sempre alle vittime del terremoto (dell’Aquila ndc), ma la voglia di fare politica non mi passa. Io ho voglia di starci e senza chiedere l’autorizzazione a nessuno, ho voglia di fare politica per una società civile in serenità e in libertà, perché dormire su un cuscino dove è stata fatta giustizia è un cuscino comodo. Ho tante idee e programmi. Non sono l’unica donna che è stata mortificata, vessata, umiliata, che ha messo in difficoltà la sua famiglia e licenziata dalla mattina alla sera da qualcuno che oggi ha qualche problema con la giustizia». Archiviata la vicenda giudiziaria in cui era rimasta coinvolta insieme al padre Ezio, Daniela Stati, l’ex assessore regionale della giunta Chiodi, si toglie più di qualche sassolino dalla scarpa. E lo fa in un video su Tik Tok. Tre minuti e tre secondi che racchiudono amarezza mista a soddisfazione di un’attesa durata 12 anni. «Dopo un’esperienza politica bruscamente interrotta». Stati annuncia così di voler tornare «a fare politica per il territorio. «Non ringrazio, invece, qualche sciacallo che mi ha offerto un posto di lavoro solo per un tornaconto personalee», affonda Stati che oggi lavora per una multinazionale. «Sono scappata via prima pur di rimanere con pane e olio. Ma adesso guardo al domani. Il domani è vicino e sta aspettando una politica migliore e io mi auguro di poter contribuire insieme a voi», conclude. Sin qui il suo messaggio sui social. «Non sto lanciando una mia candidatura, si può fare politica attiva anche appoggiando un amico o un partito e partecipare alla vita sociale alla quale ho deciso di non abdicare più», spiega la Stati raggiunta telefonicamente. «Politicamente non mi riconosco in nessun partito, mi riconosco però nei rappresentanti di alcuni partiti sia di centrodestra che di centrosinistra attenti e disinteressati». L’ex assessore ripercorre le difficoltà quotidiane dopo la bufera giudiziaria che l’ha coinvolta: «Non è stato facile andare a fare la spesa o accompagnare i figli a scuola e sentirsi sghignazzare alle spalle».
Non è stata però l'unica vicenda giudiziaria che ha dovuto affrontare in questi anni. «Il dramma del terremoto mi ha segnato tanto», ha concluso ricordando di essersi dovuta difendere anche nel procedimento contro la Commissione grandi rischi, «ed essere chiamata sciacalla di una tragedia così grande mi ha fatto male». (f.d.m.)
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