«Il ritorno in centro legato ai parcheggi»

2 Settembre 2017

L’AQUILA. «Tornare in centro storico, senza che nel frattempo vengano realizzati parcheggi pubblici, sarebbe un vero suicidio». Non ha dubbi, Raffaele Panarelli, titolare dell’omonimo e...

L’AQUILA. «Tornare in centro storico, senza che nel frattempo vengano realizzati parcheggi pubblici, sarebbe un vero suicidio».
Non ha dubbi, Raffaele Panarelli, titolare dell’omonimo e conosciutissimo negozio di abbigliamento che affacciava su piazza Palazzo, prima del 6 aprile 2009. I lavori all’immobile sono quasi ultimati, ma intorno è ancora il vuoto: la ristrutturazione di palazzo Margherita, sede del Comune, è ferma, così come quelle della biblioteca provinciale Tommasi e dei Portici del liceo: «Nessuno dei commercianti costretti a lasciare le loro attività in centro è contento delle nuove collocazioni in periferia. A maggior ragione nel mio caso», sottolinea Panarelli, «perché l’immobile è di mia proprietà e ora devo pagare un fitto consistente. Ma sono convinto che per far tornare a vivere il cuore della città e ripopolarlo non solo di negozi, ma anche di uffici e abitazioni, serva assolutamente dotarlo di un parcheggio: una grande area di sosta, magari nella zona di San Bernardino. Insomma, va detto in maniera molto chiara in che tempi e dove si andrà a realizzarla. Solo così si invoglierà la gente a tornare a fare acquisti in centro». Panarelli ritiene che «locali e pub, da soli, non bastino a rivitalizzare l’economia locale. Le attività commerciali hanno altre esigenze ed è gravissimo, ad esempio, che ci siano opere pubbliche ferme al palo, come la sede del Comune o i Portici del liceo». Scettico anche sul bando “Fare centro” promosso dalla Regione: «Non serve incentivare le persone a ricollocarsi in centro, senza prima renderlo praticabile. Ci voleva una strategia preliminare», conclude, «che invece è inspiegabilmente mancata». (r.s.)
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