Il ritorno in classe dopo la guerra: due bimbi ucraini accolti a scuola

5 Aprile 2022

Grande festa per i piccoli profughi di 8 e 11 anni che ora frequenteranno le elementari a tempo pieno Li aiuterà una mediatrice linguistica e oggi via alle lezioni anche per un’altra bambina a Collarmele

CERCHIO. Due bambini, una femminuccia e un maschietto, rispettivamente di otto e undici anni, ieri è stato un giorno che difficilmente dimenticheranno. Finalmente sono potuti andare a scuola: lei frequenterà la terza elementare, lui la quinta. A festeggiare l'evento, oltre ai due diretti interessati, c’erano tutti i bambini ospiti del Centro di accoglienza di Cerchio, insieme alle loro madri, per le quali si sono spalancate le porte della speranza. Ora hanno avuto la certezza: l'inserimento scolastico dei loro figli nel nostro Paese è diventato realtà. A poco a poco tutti i bimbi ucraini ospitati in Abruzzo potranno andare a scuola e un giorno, quando la guerra sarà solo un triste ricordo, potranno scegliere se restare in Italia, ma avranno già acquisito gli strumenti per costruirsi un futuro qui.
TUTTI IN CLASSE È anche a questa possibilità che sta pensando Maria Gigli, dirigente dell'Istituto "Fontamara" di Pescina e reggente dell'Istituto "San Giovanni Bosco" di Gioia dei Marsi, che comprendono tutte le scuole della Marsica orientale, nel predisporre il piano di inserimento scolastico dei bambini ucraini che le loro madri sono riuscite a strappare alla barbarie della guerra. «Tutti i bambini ucraini fuggiti dal loro Paese, nessuno escluso, non appena avremo tra le mani la documentazione richiesta, potranno andare a scuola. Un domani tanti di loro potrebbero decidere di rimanere da noi, trovarsi un lavoro e farsi una famiglia. E rivitalizzare tanti piccoli centri del nostro territorio che lo spopolamento che rischiano di far diventare paesi fantasma».
COME SEGUIRLI
La professoressa Gigli si sofferma anche sui criteri che intende seguire per accogliere al meglio questi bambini. «Per i due bambini che oggi (ieri per chi legge) sono andati alle elementari di Cerchio, d'intesa con la psicologa che li segue, si è scelto il tempo pieno. Cioè rimarranno a scuola anche il pomeriggio. Ciò li aiuterà a socializzare e integrarsi. Inoltre, non conoscendo loro l'italiano e neppure l'inglese, gli abbiano messo a disposizione una mediatrice linguistica, un'ucraina residente a Cerchio, alla quale rimborseremo le spese, in attesa di una normativa che ci consenta di assumerla. Il bambino più grande tra i due, se dovesse fare progressi rapidi, potrà subito frequentare la prima Media ad Aielli». Differente è invece il metodo adottato dalla Gigli per i bambini più piccoli. «Tre bimbi ucraini, sotto i sei anni, ospiti di Aielli», spiega la dirigente scolastica, «vanno già alla scuola d'infanzia. La mediatrice linguistica per loro non serve. Importanti sono invece il gioco didattico che, qualora associato a un insegnamento, rende questo più facilmente assimilabile, e il disegno, che è un modo immediato e spontaneo di raccontare la realtà vista dai propri occhi. Il disegno è un linguaggio universale che non ha bisogno di parole e aiuta gli alunni a esprimersi e a riordinare i propri pensieri». Domani (oggi per chi legge)», annuncia la dirigente, «alla scuola di infanzia andrà anche un'altra bambina di Collarmele». Entro questo mese, prevede la professoressa Gigli, «saranno parecchi i bambini ucraini ai quali potremo dire: benvenuti a scuola». Alla festa di eri, a Cerchio, non c’erano solo i bambini del Centro di accoglienza, ma anche gli otto piccoli e le loro madri che, trasferiti in Puglia, hanno fatto di tutto, per poter ritornare a Cerchio. Per loro il sindaco Gianfranco Tedeschi ha già messo a disposizione due appartamenti e si sta dando da fare anche per trovare un lavoro alle quattro madri. «Si sono dette già disponibili», ha detto Tedeschi, «a preparare i pasti per gli ospiti del centro di accoglienza. In tal modo si libererebbero da questa incombenza gli Alpini che in tutto questo tempo hanno dato prova di straordinaria generosità. Nella speranza che le promesse avute dal ministro Maria Stella Gelmini e dal presidente della Regione Marco Marsilio vengano mantenute. Finora però non abbiamo visto un centesimo».
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