Il rosone di Rosciolo al British Museum

Gioiello realizzato dall’artigiano orafo Montaldi sarà messo in vendita nella struttura londinese
AVEZZANO. Il rosone della chiesa di Santa Maria delle Grazie di Rosciolo diventa un ciondolo e arriva direttamente al British Museum di Londra grazie alla creatività di Giuliano Montaldi. Ha attinto direttamente al patrimonio storico marsicano per realizzare un gioiello che verrà indossato dalle donne di tutto il mondo. Il maestro, storico e raffinato artigiano dell’oro originario della Valle Roveto, è tornato di nuovo nel tempio dell’arte londinese questa volta mettendo in mostra tutta la sua abilità. Dopo aver realizzato dei gioielli ispirati al rosone della chiesa di Sant’Agostino a Palermo, andati a ruba nello store del museo londinese, è stato di nuovo chiamato per realizzare un monile questa volta ispirato a qualcosa che amava particolarmente. La sua scelta è caduta subito su un piccolo scrigno dell’architettura abruzzese e in particolar modo sul rosone di questa piccola chiesa gotico-romanica che in pochi conoscono.
«Il mio desiderio era quello di creare qualcosa che potesse rappresentare l’Abruzzo e soprattutto la Marsica», ha raccontato Montaldi nel suo laboratorio dove studia e perfeziona i suoi preziosi, «per questo ho scelto un rosone che è un simbolo della nostra terra per fare in modo che chi lo indosserà si appassioni alla storia di quella chiesa e di quel paese che la ospita». Partendo dal rosone che decora la chiesa di Santa Maria delle Grazie a Rosciolo, Montaldi ha realizzato ciondoli e orecchini pendenti in argento brunito, oro e pietre preziose di diversi colori. Un abbinamento perfetto che verrà esaltato dalle vetrine del British Museum e punta a conquistare le donne di tutto il mondo. I gioielli saranno esposti da questo mese fino a gennaio. «È una grandissima gratificazione», ha affermato Montaldi, «collaborare con una realtà come questa. Però, il mio più grande motivo d’orgoglio è pensare che grazie a una mia creazione persone provenienti da ogni parte del pianeta parleranno d’Abruzzo e potranno conoscere un po’ di più della nostra cultura». L’orafo, che da sempre per le sue creazioni si è ispirato ad amuleti, simboli etnici e religiosi d’Abruzzo, ha un sogno: «Vorrei allestire una mostra sull’Abruzzo ispirandomi a testimonianze del suo prestigioso passato. I dischi corazza, i letti d’osso, il Guerriero di Capestrano potrebbero essere soggetti stupendi». (e.b.)
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