Il santuario resta ancora “fasciato”
Madonna della Libera a Pratola, previsti 800mila euro ma i lavori non partono
PRATOLA PELIGNA. Sono passati sette anni dal sisma e il santuario della Madonna della Libera a Pratola Peligna resta ancora fasciato da tiranti e pannelli per garantirne l’agibilità. Un colpo duro quello inferto dal terremoto che ha fatto notevoli danni alla struttura, anche se Pratola, non è rientrata nel cosiddetto cratere sismico. Nella ristrutturazione della chiesa, che a maggio sarà al centro di uno degli eventi religiosi tra i più sentiti della Valle Peligna, dovrebbero essere impiegati 800 mila euro. Una somma alla quale dovrebbero aggiungersi altri 300mila “promessi” dal presidente Luciano D’Alfonso. Un impegno assunto in occasione dell’inaugurazione della nuova scuola dell’infanzia di Pratola avvenuta a gennaio 2015. Soldi fondamentali per ripristinare il luogo di culto che finora ha visto solo alcuni interventi mirati alla sistemazione del tetto. Lavori terminati qualche tempo fa e finiti al centro di aspre polemiche a causa della presenza di una gru che danneggiava i negozianti e ora rimossa. Ma il grosso dei danni non è stato ancora oggetto di intervento. Le colonne all’interno restano fasciate da tiranti e delle paratie in legno sono state poste in più punti per dare sostegno al luogo sacro. La chiesa che risale al XVI secolo nel corso degli anni è diventata uno scrigno di tradizioni. Basti pensare alle cerimonie dedicate alla Madonna della Libera, o ad esempio, alla ritualità che accompagna l’arrivo dei pellegrini di Gioia dei Marsi.
Non solo. Il santuario conserva anche affreschi, reperti storici, fregi e altari dal forte valore artistico. Inoltre resta il centro della devozione dei pratolani. «Per un luogo così importante», affermano alcuni residenti, «ci sarebbe bisogno certamente di una maggiore attenzione». (f.c.)
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