Il Sentiero Italia diventa una mostra

6 Giugno 2023

All’Aquila le foto che documentano l’impresa a piedi dalle Alpi all’Appennino

L’AQUILA. Approda anche all’Aquila “Va’ Sentiero”, la mostra fotografica sulla spedizione documentativa e partecipativa di quasi ottomila chilometri lungo il Sentiero Italia, inaugurata alla Triennale di Milano lo scorso marzo. Il taglio del nastro è previsto il prossimo 11 giugno alle 18, nell’evento “Va’ Gran Sasso” organizzato da Usra, Comune dell’Aquila e Cai, che racconta un’Italia poco nota attraverso l’esperienza senza precedenti condotta tra il 2019 e il 2021da Yuri Basilicò e Sara Furlanetto insieme a una squadra di giovani esploratori. «Nel 2016 ho scoperto l’esistenza del Sentiero Italia, il trekking più lungo del mondo, e sono rimasto stupito dall’assenza di documentazione al riguardo. Così ho subito immaginato una spedizione per portarlo all’attenzione nazionale e documentarlo fedelmente sul campo», afferma Basilicò. Il team ha condotto una spedizione a piedi lunga tre anni, durante i quali ha percorso, documentato e raccontato ottomila chilometri di questo incredibile percorso, dalle Alpi agli Appennini, coinvolgendo migliaia di persone in cammino grazie a un format partecipativo e organizzando centinaia di eventi con le comunità locali. Dal viaggio di Va’ Sentiero è nata, nel 2023, la mostra fotografica che arriverà anche in Abruzzo. Gli scatti di Sara Furlanetto, curati da Rica Cerbarano, vogliono restituire la complessità della dimensione montana, tra bellezza e fragilità, con paesaggi sempre diversi e i volti di chi vive le Terre alte prendendosene cura, ma vuole anche raccontare la spedizione del team Va’ Sentiero in spedizione. Le fotografie saranno esposte in un percorso open air tra corso Principe Umberto, nel tratto che dai Quattro Cantoni va fino a piazza Palazzo, e all’Ostello di Campo Imperatore. Focus particolare di questa tappa della mostra saranno l’Appennino e le terre abruzzesi. «Un'idea di viaggio basata sui concetti di scoperta, condivisione e circolarità. Con le nostre spedizioni esploriamo le Terre alte e documentiamo i percorsi e i territori», dice Furlanetto, «crediamo nell’interazione con il territorio e nel coinvolgimento delle persone. Vogliamo favorire un turismo lento, stimolare l’economia e la consapevolezza ambientale delle aree interne, che rappresentano un vero scrigno da svelare». (m.p.)