Il sindaco al ministero: stop alla Snam

2 Settembre 2019

Nella lettera di Casini si chiede di fermare le pratiche per l’autorizzazione dopo il no anche di Regione e Provincia

SULMONA. Sospendere l’iter autorizzativo in corso per la realizzazione della centrale e avviare nuove verifiche sulla fattibilità dell’opera.
Queste le richieste del sindaco di Sulmona Annamaria Casini, inviate in una lettera al ministero dell’Ambiente.
La missiva anticipa la riunione del 4 settembre in cui si dovrà dare il via libera alla costruzione dell’opera.
«Condivido le istanze pervenute nei giorni scorsi dai Comitati cittadini per l’ambiente e ritengo strategico e importante, soprattutto oggi, nella situazione politica nazionale in cui si sta ricostituendo un nuovo governo, richiedere in maniera formale la sospensione della riunione, l’avvio delle procedure per una nuova Valutazione di impatto ambientale e sottoporre a Valutazione ambientale strategica l’opera», chiede il sindaco. «Auspico che analoga iniziativa venga assunta anche dal presidente della Regione Marco Marsilio e dal presidente della Provincia Angelo Caruso, coerentemente con le posizioni da sempre assunte sulla questione Snam dalle rispettive rappresentanze istituzionali».
Contro il via libera alla centrale è arrivato anche il no della Regione.
«Da ultimo, anche l’attuale consiglio regionale», ha aggiunto, «lo scorso primo agosto, ha approvato all’unanimità una nuova risoluzione, con cui impegna il presidente della giunta regionale a promuovere una specifica azione, tesa a sottoporre il progetto Snam di metanodotto e centrale a una nuova Via, visto che quella precedente risale a oltre otto anni fa e alla Vas dell’intera opera, necessaria, ma mai effettuata. Questioni che ho sottolineato nelle osservazioni inviate anche a marzo scorso al ministero». All’incontro di mercoledì a Roma sono stati convocati anche la Regione, la Provincia dell’Aquila e altre istituzioni locali e nazionali, che hanno ripetutamente espresso, negli anni, contrarietà al progetto Snam, «ritenuto opera impattante e inutile», rimarca Casini.
Intanto, gli ambientalisti che fanno capo al coordinamento No hub del gas e che da più di dieci anni si battono contro il progetto, stanno preparando per il 4 settembre un sit-in a Roma, sotto la sede del ministero dell’Ambiente.
Nelle prossime ore si conosceranno meglio le loro iniziative anche sotto il profilo della partecipazione da parte della popolazione.
Secondo molti ambientalisti la realizzazione di centrale e metanodotto potrebbe rappresentare un problema serio per la tutela della salute della gente.
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