Il sindaco dà le pagelle agli assessori

Il primo cittadino annuncia la verifica ma esclude una giunta di larghe intese. Quattro le poltrone a rischio rimpasto
SULMONA. Tempo di pagelle per gli assessori della giunta Casini. A un anno esatto dal suo insediamento, il sindaco annuncia di voler fare un primo bilancio e di valutare l’operato di ogni singolo assessore. E analizzando i vari settori, le iniziative e i progetti che erano stati messi in cantiere al momento dell’insediamento dell’esecutivo e quelli effettivamente realizzati, si può affermare che sono diversi gli assessori che rischiano di perdere la poltrona.
«Valuterò al momento di questa verifica, con equilibrio e con attenzione, dati alla mano, il lavoro di ogni singolo assessore», afferma il sindaco, «ora posso solo confermare con certezza che sono persone impegnate con tutta onestà e serietà al servizio della comunità cittadina». Ma, secondo voci insistenti, sarebbero almeno quattro i componenti della giunta che rischiano di perdere il posto: Cristian La Civita, Alessandra Vella, Mario Sinibaldi e Paolo Santarelli. Tutti e quattro, infatti, chi per un motivo chi per un altro, sarebbero finiti nel mirino di alcuni consiglieri di maggioranza, i quali si sarebbero lamentati apertamente con il primo cittadino del loro operato. L’unica a rimanere saldamente in sella sarebbe Mariella Iommi, vicesindaco, già assessore della giunta Federico ed esponente di Fratelli d’Italia.
Ma dietro l’angolo ci potrebbe essere addirittura un ingresso in maggioranza dei tre assessori del Partito democratico, attualmente seduti sui banchi dell’opposizione. Come conferma uno dei consiglieri, Antonio Di Rienzo.
«Siamo consapevoli delle difficoltà che sta affrontando la maggioranza. Potremmo mandare a casa il sindaco e andare a nuove elezioni con un anno di reggenza del commissario prefettizio. Per senso di responsabilità nei confronti della città, siamo pronti ad appoggiare un esecutivo di salute pubblica con cui portare avanti un programma con pochi punti essenziali ma decisivi per il rilancio economico di Sulmona. Ma deve essere il sindaco a chiederlo».
Ipotesi che il primo cittadino non prende nemmeno in considerazione. «Lo spirito di collaborazione e il senso di responsabilità sono cosa buona, perché sicuramente fruttuosa per la città. Escludo però nuove maggioranze, la nostra compagine amministrativa è nata civica e civica morirà».
Parole chiare che chiudono ad ipotesi di giunte di salute pubblica e di larghe intese, tenendo salda una civicità “atipica”, dalle tante anime, vuoi di centrosinistra e vuoi di centrodestra, in un arco di forze che va dal Pd a Fratelli d’Italia passando per i socialisti.
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