Il sindaco di Barete: «Sugli appalti soltanto falsità»

9 Dicembre 2018

BARETE. Il sindaco di Barete, piccolo centro di 800 abitanti, Leonardo Gattuso, ribatte alle accuse mosse dai consiglieri di opposizione Claudio Gregori, Raffaella Curtacci e Giuseppe Chiaravalle, i...

BARETE. Il sindaco di Barete, piccolo centro di 800 abitanti, Leonardo Gattuso, ribatte alle accuse mosse dai consiglieri di opposizione Claudio Gregori, Raffaella Curtacci e Giuseppe Chiaravalle, i quali avevano parlato di gravi irregolarità commesse dal primo cittadino nell'assegnazione di appalti della ricostruzione privata. «Chiamato per l’ennesima volta in causa, come sindaco di Barete, dalla minoranza consiliare», dice Gattuso, «vengo a fornire chiarimenti e precisazioni su alcune “inesattezze”riportate nella nota dei consiglieri di opposizione. Sulle accuse di falsità rivolte ai Commissari e sulle affermazioni circa la irregolarità delle aggiudicazioni da questi disposte credo che, nelle sedi proprie, risponderanno direttamente i Commissari. Per parte mia, come sindaco di Barete, ho tentato di rintracciare tra le carte, i 120 milioni di euro , del “maxi appalto”, sperando davvero mi fosse sfuggito qualcosa. Ma per quanti sforzi abbia compiuto, fatti e rifatti i conti, l’importo complessivo dei lavori relativi agli 84 aggregati (non 90!, riferiti ai 9 ambiti del piano di ricostruzione è risultato sempre lo stesso: 25.750.829,42 euro. Gli altri 100 milioni, circa, (mancanti all’appello) contabilizzati dai consiglieri di minoranza non sono riuscito proprio a trovarli! Fossero frutto di una loro ideata e auspicata donazione?». «E’ facile riscontrare», prosegue, «quanto da me è affermato dalla documentazione agli atti del Comune. Ovviamente sono personalmente a disposizione degli amici della stampa per le informazioni d cui, come sindaco sono in possesso. E’ chiaro, e lo capisco, che nei sogni e nei “desiderata” dei consiglieri di minoranza ci siano le mie dimissioni da sindaco, ma sono davvero tanto impegnato per fare gli interessi della mia comunità che davvero non posso assecondarli. Inoltre, spiegare ulteriormente come si è arrivati al commissariamento mi sembrerebbe una mancanza di rispetto all’intelligenza del capogruppo di minoranza che, come vice sindaco, nella passata amministrazione ha condiviso e votato in sede di giunta e di consiglio comunale gli atti di indirizzo propedeutici al commissariamento stesso. Mi sento solo di dire che dieci anni di tempo a disposizione sono stati tanti, per chi davvero avesse voluto dare una mano e un impulso alla ricostruzione nell’interesse di tutti i baretani. Citare ogni volta la Procura può fare effetto, ma di certo non aiuta nessuno. Posso assicurare i consiglieri che ho intrapreso, io, presso l’autorità competente, una iniziativa per sgomberare il campo da ogni dubbio, da ogni interpretazione di parte e fare giustizia delle inesattezze messe in piazza, senza riscontri». Precisazioni anche dai commissari di alcuni aggregati, Luisa Leopardi, Stefania Pastore, Lucio Leopardi. «I conferimenti degli incarichi ai tecnici e a imprese», dicono, «sono avvenuti in base a manifestazioni di interesse a seguito di avviso pubblico, e riguardano raggruppamenti di piccoli aggregati già individuati dal Piano di ricostruzione in base alla posizione degli edifici ed alle loro connessioni oggettive. La scelta dei tecnici si è basata su offerte e curricula di oltre cento professionisti e operatori economici, ciò ha consentito ai commissari di invitare dalle cinque alle otto imprese per ogni singola procedura e di effettuare una selezione sulla base dei criteri indicati dalle delibere prodromiche al commissariamento».