Il sindaco di Villa Sant'Angelo continua lo sciopero della fame per i fondi della ricostruzione

Il primo cittadino prosegue la protesta nonostante un malore che lo ha costretto ad andare in ospedale
VILLA SANT’ANGELO. Ottavo giorno di sciopero della fame (con un malore che lo ha visto finire in ospedale per un controllo) e una miriade di messaggi di solidarietà e adesioni alla protesta del sindaco Pierluigi Biondi per sollecitare il governo «a dire se la rinascita dell’Aquila e del territorio è ancora al centro dei suoi interessi».
Ma il governo resta in silenzio, mentre il sindaco del cratere, alla guida di uno dei comuni più piccoli (500 anime) e più colpiti dalla distruzione del sisma, intanto dimagrisce. Quattro chili in meno in otto giorni sono troppi per chiunque, anche per lui, che ieri ha cominciato a sentirsi debole. «Ho misurato la pressione, sto bene», dice, «ma comincio a sentirmi stanco». Nonostante tutto, ieri pomeriggio, ha preso la cartella da lavoro ed è andato a tenere un’audizione in Provincia. Poi di nuovo al lavoro. Mentre dalla e-mail del presidente del governo (quella matteo@governo.it a cui dice sempre a tutti di scrivere) non arrivano risposte.
Quali risposte vuole sentirsi dire Biondi? «Certezze sui fondi per ricostruire i nostri paesi e dare una prospettiva di vita ai giovani che, quando possono, vanno via». Anche la sorella di Biondi, Chicca, partirà venerdì per andare a lavorare a Madrid. Sarà forse proprio la sua partenza a convincere il sindaco a interrompere lo sciopero della fame. Il suo primo, personale e concreto risultato l’ha già ottenuto: riaccendere i riflettori sulla ricostruzione difficile dei paesi. E soprattutto, riaccendere la voglia dei sindaci di darsi da fare. Già domani, alle 18,30, a San Demetrio, si terrà un incontro con i sindaci dell’area omogenea 8 (c’è anche Villa Sant’Angelo), per mettere nero su bianco, in un documento che forse sarà inviato al governo, le istanze del sindaco Biondi.
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