Il sindaco: «Esiliato da Campotosto Su di me fango, vivevo in roulotte»

Era stato colpito da una misura cautelare: «Chiedo danni, eventuali risarcimenti per ricostruire il paese Un calvario personale. L’opposizione si fa con gli strumenti della politica, non attraverso i giudici»
CAMPOTOSTO. «Un uso politico della magistratura da parte dell’opposizione- Su di me tanto fango». Questa la lettura della vicenda processuale fornita dal sindaco di Campotosto, Ercole Di Girolami, dopo la sentenza di assoluzione con formula piena «perché il fatto non sussiste». Un calvario durato oltre due anni quello che ha visto coinvolti l’attuale sindaco di Campotosto e il suo predecessore Luigi Cannavicci, anch’egli assolto con la stessa motivazione. Condannato invece il funzionario comunale Antonio Preite (8 mesi di reclusione). Di Girolami e Cannavicci erano accusati di abuso d’ufficio e sono stati assistiti dagli avvocati Roberto Madama e Rodolfo Ludovici. Una vicenda processuale cominciata il 14 dicembre 2021. «Su segnalazione dell’opposizione», racconta Di Girolami, «sono stato raggiunto da un’ordinanza del giudice che mi sospendeva dalle mie funzioni di sindaco intimandomi l’allontanamento dal territorio per sei mesi. E lì è cominciato un calvario personale prima ancora che politico», dichiara ancora, raccontando quello che lui stesso definisce «un esilio forzato» scandito da «tante soluzioni di fortuna, come i diversi pernottamenti in roulotte». Di Girolami aggiunge: «Ho anche pensato di ricorrere a forme di disubbidienza civile in alcuni momenti, anche a rischio di farmi arrestare, proprio perché non avevo colpe. Devo infatti ringraziare il vicesindaco, che mi ha prontamente sostituito in attesa del mio rientro. Ma anche gli assessori, i consiglieri comunali, i dipendenti del Comune di Campotosto e la giunta tutta, perché hanno tenuto botta nonostante questa spiacevole vicenda, che rischiava di mandarci a gambe all’aria in un momento così delicato come quello del post-terremoto, in cui il nostro territorio ha assoluto bisogno di un’amministrazione forte». «Adesso valuteremo il da farsi, anche con il mio legale, perché per quanto mi riguarda la vicenda non finisce qui». E conclude: «A me interessa continuare a fare il mio lavoro di sindaco come ho sempre fatto, con la coscienza pulita e per il bene della comunità che rappresento. Se poi dovesse arrivare in futuro anche un risarcimento per tutto quello che ho ingiustamente subìto negli ultimi due anni, non esiterei a devolverlo interamente alla ricostruzione del mio territorio». Infine un messaggio: «L’ostruzionismo si fa con gli strumenti della politica, non attraverso i giudici».
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